Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Cultura politica

Riprendersi l’America: il patriottismo americano dopo l’11 settembre (2011)

Che i cittadini degli Stati Uniti siano patriottici, sembra un fatto indiscutibile. Che siano fra i più disponibili del mondo occidentale a dirlo senza pudori, e a mostrarlo in pubblico esibendone i simboli più popolari, la bandiera e l’inno nazionale. anche. Che siano diventati ancora più patriottici dopo l’11 settembre 2001, appare ragionevole ed è una sensazione diffusa; ne sono convinti sia gli osservatori stranieri che gli americani stessi. E […]

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Che cos’è, per lo schiavo, il Quattro di luglio?

Una delle più celebri orazioni sul giorno dell’indipendenza, una delle migliori orazioni del secolo dell’orazione, l’Ottocento, una delle più appassionate orazioni del grande oratore afro-americano Frederick Douglass – è questa comunemente intitolata What, to the American slave, is your 4th of July? cioè, che cos’è il vostro Quattro di luglio per lo schiavo americano? E mai come quest’anno è giusto ricordarla. L’ex schiavo ora eminente leader anti-schiavista, Douglass la pronuncia il […]

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Obama e le Crociate: religione e politica

Riporto qui sotto alcuni passaggi del discorso di Barack Obama al National Prayer Breakfast, un evento annuale incentrato sulla “preghiera comune” fra le varie comunità religiose, che si è tenuto a Washington, D.C., qualche giorno fa (il 5 febbraio 2015). La traduzione e i titoletti sono miei. Il testo integrale in inglese è nel sito della Casa bianca In questi passaggi Obama dice che tutte le religioni, anche la nostra, […]

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Guantanamera, cubana e yankee

Il refrain (Guantanamera, guajira, Guantanamera) ha molto a che vedere con una ragazza, o meglio con una giovane contadina (guajira), della città di Guantánamo. E niente a che vedere con la base navale degli Stati Uniti che da più di un secolo occupa una parte della vicina Bahía de Guantánamo. Eppure la storia della canzone e della sua diffusione nel mondo, dei suoi cambiamenti, dei versi che alla fine sono diventati standard, ha parecchio a che […]

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E’ il sogno americano, stupido!

Gli americani pensano che domani sarà peggio di ieri e che le istituzioni non siano in grado di cambiare le cose. E’ una delle ricorrenti crisi del sogno americano o la sua fine? Di certo se prevale l’idea del ognun per conto proprio, il terreno ideologico vincente è quello repubblicano. E’ l’economia la principale preoccupazione che, alle midterm elections di una settimana fa, era nella testa degli elettori americani (per quasi […]

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Columbus Day: tre guerre culturali su Cristoforo Colombo

Il 6 ottobre scorso il City Council di Seattle, nello stato di Washington, ha deciso di sostituire la festa di Columbus Day con quella di Indigenous Peoples’ Day. Ci sono state resistenze nella comunità italo-americana. Un contingente del locale Order of the Sons of Italy in America ha protestato con bandierine tricolori: ci derubate della nostra eredità culturale. Ma alla fine il consiglio ha votato all’unanimità. Anche il consigliere Nick […]

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Non fidarti di nessuno che si ricordi degli anni sessanta

Se nello splendore della tuoi vent’anni ti è capitato di dire o di condividere una frase memorabile come “Don’t trust anyone over 30”, “Non fidarti di nessuno che abbia più di 30 anni”, e questa frase è diventata iconica di un intero decennio, gli anni sessanta o meglio The Sixties, e di un intero movimento o meglio The Movement con le maiuscole, è diventata lo slogan di una intera generazione di […]

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La guerra è la salute dello Stato (1918)

Per gli Stati Uniti, la Grande guerra cominciò solo nel 1917, durò poco più di un anno. Abbastanza da scatenare passioni patriottiche e trasformazioni della vita pubblica. L’intellettuale newyorkese Randolph Bourne riflette a caldo su un aspetto di questa esperienza: l’avvento di un senso santificato dello Stato che sembrava estraneo alla cultura americana, abituata a pensare al Governo come macchina pratica e laica. Lo fa da brillante spirito critico e […]

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Bleep bleep [expletive deleted]: cancella la parolaccia

I giornali americani autorevoli evitano di stampare parolacce, oscenità, imprecazioni o insulti a sfondo sessuale. Una volta si definivano family papers, giornali per famiglia, e ancora oggi lo fanno – ormai, ahimé, con un tocco di auto-ironia. Comunque si trattengono, fanno capire, alludono, oppure proprio tacciono su ciò che “non è adatto”. Per esempio, a proposito di una canzone del simpatico rapper Ghostface Killah: “I can’t quote the lyrics because […]

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Henry Ford, un vero poeta: parola di comunista

Un’altra avventura del muralista comunista messicano Diego Rivera in Gringolandia. Prima che con Rockefeller, si misura con un altro gigante dell’americanismo – Henry Ford. E questa volta è non solo amore a prima vista, è anche luna di miele. In un post precedente, ho parlato del lavoro di Diego Rivera a Manhattan nel 1933, e del disastroso scontro politico con il suo sponsor – il capitalismo americano in persona, Rockefeller. Argomento […]

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