Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Jazz band (piccola storia personale)

  Joyce Marie fu l‘ultima che conobbi del gruppo. Suonò alla porta, scesi ad aprire e rimasi incantato, ancora oggi lo sono quando ci penso. La pelle nera luminosa, il leggero abito azzurro, il sorriso abbagliante – e la voce, la voce, basti dire che era la voce della minuscola jazz band di cui avrei giocato anch’io a fare il groupie. Joyce Marie era il sogno africano di noi maschi […]

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Trump ha nominato ventisette giudici federali – altro che non far niente

In questi suoi primi duecento giorni da presidente, che sembrano tanto vuoti di successi, una cosa importante Donald Trump l’ha fatta: ha nominato un sacco di giudici federali. Sappiamo tutti del riuscito insediamento di Neil Gorsuch nel seggio della Corte suprema lasciato vacante, un anno fa, dalla morte del giudice conservatore Antonin Scalia. Lo sappiamo perché la lunghissima vacanza è stata uno scandalo politico, con il Senato repubblicano che ha […]

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1917: l’alba del “secolo americano”

Una versione diversa, più breve sarà nel numero 126 de “Il Grandevetro” Fra gli eventi straordinari che nel 1917 irrompono nella nostra storia, annunciando una nuova epoca carica di promesse di cambiamento, di speranze di pace, di enormi sconvolgimenti, di terribili violenze, c’è l’ingresso nella Grande guerra degli Stati Uniti d’America. Quando il Congresso di Washington, il 6 aprile di quell’anno, dichiara guerra alla Germania, anzi al governo imperiale tedesco, […]

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Sinfonia di terrore, danza di morte (la Grande guerra)

“Rosalie, Rosalie! Rosalie is the Nickname of the French Bayonet” Per il momento non ho molto da aggiungere a quello che si vede. Gli acquerelli di Claggett Wilson (1887-1952), un pittore di cui non ho mai sentito parlare (non sono il solo, sembra), considerato uno dei primi modernisti americani, colpiscono sotto la cintura per intensità e immediatezza. I suoi squarci ravvicinati di scene di guerra – della Prima guerra mondiale, […]

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“Italiano? Lo sapevo che non eri bianco!”

Samuele F.S. Pardini, In the Name of the Mother: Italian Americans, African Americans, and Modernity from Booker T. Washington to Bruce Springsteen (Dartmouth College Press, 2017). Di questo bel libro, con una bellissima foto di copertina, pubblico la prima pagina dell’Introduzione e l’ultimissima pagina del testo. Quello che sta nel mezzo potete leggerlo qui. Samuele, prima delle cose che è diventato dopo (è professore associato a Elon University), è stato un […]

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Da Watergate ai moderni mass media conservatori – o almeno a Fox News

Lo scandalo Watergate fu un trauma nazionale. Il suo impatto fu accentuato dalla contemporanea, lunga, estenuante crisi vietnamita che si stava concludendo senza gloria. In molti cittadini si confermò la convinzione che i governanti, proprio come era accaduto per la guerra in Vietnam, mentissero sempre; che di loro non ci si potesse fidare, mai. Era grottesco dover sentire in televisione il presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, “Tricky Dicky”, dire: […]

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Letture (in inglese). Barack Obama e le seduzioni del denaro

Barack Obama terrà un discorso a un evento organizzato da una società di Wall Street – si dice per l’onesto onorario di 400.000 dollari. Proprio come ha fatto Hillary Clinton, come fanno in tanti, come fanno quelli che se lo possono permettere. Ciò rischia di rovinargli la reputazione, in certi ambienti? Chissà. Nel suo libro del 2006, The Audacity of Hope, è Obama stesso a raccontare l’effetto dolcemente corruttivo che […]

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I vecchi Populisti non erano anti-intellettuali, i populisti nuovi invece sì

Basterà leggere nel “Programma di Omaha” del 1892 che i Populisti del People’s Party intendevano restituire il governo della repubblica a “the plain people”, alla gente semplice a cui il governo stesso avrebbe dovuto appartenere, per scovare in loro i segni dell’anti-intellettualismo? Questo sembra improbabile. L’intenzione non era ostile agli intellettuali o alle persone colte. Rispecchiava piuttosto la tradizione di una democrazia non pedagogica che si fondava sul common man, il […]

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Letture. Luciana Castellina in Amerika (1973)

Luciana Castellina, Che c’è in Amerika?, con una prefazione di Lucio Magri e tre interviste a Herbert Marcuse, Paul Sweezy e Noam Chomsky, Bertani editore, Verona, 1973. Ho ritrovato questo mio vecchio libro su in alto, nell’ultimo piano dello scaffale, nascosto in seconda fila, un documento di tanto tempo fa, dei tempi delle elezioni presidenziali del 1972, del tentativo “neopopulista” (ma guarda un po’) di George McGovern e della seconda vittoria […]

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Il People’s Party non era populista

Dal punto di vista della critica alla struttura del sistema politico e istituzionale, e tanto più dal punto di vista di una sua reale trasformazione, l’eredità del Populist Party o People’s Party di fine Ottocento è stata minima o inesistente. E’ stata minima anche perché l’interesse a costruirla era inesistente. I Populisti di allora, a differenza dei movimenti storicamente definiti populisti con la minuscola (negli Stati Uniti e altrove), non […]

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