Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Sorpresa Biden? Ma no, era tutto scritto nel programma elettorale democratico

Per capire che cosa stia cercando di fare Joe Biden, senza cedere alla sorpresa che sia una sorpresa, forse basta leggere – o meglio, forse bastava leggere e prendere sul serio allora, il programma elettorale del partito democratico, approvato dal congresso nazionale l’estate scorsa. In genere si dice, con nonchalance da persone di mondo, che i programmi elettorali sono documenti largamente “simbolici”: promettono quasi tutto a quasi tutti, sono scritti per rendere felici le […]

Continua a leggere →

Perché siamo così interessati alle faccende razziali americane?

Perché siano così informati, appassionati e partecipi delle faccende razziali americane? Perché siamo (molti italiani ma anche, mi sembra di capire, molti europei) così informati su fatti, persone, leggi, procedure, analisi e storie come spesso non lo siamo su faccende analoghe di casa nostra? Perché siamo così appassionati e partecipi, alcuni di noi, al punto di organizzare manifestazioni di protesta in risposta a eventi d’oltreoceano come se ci riguardassero direttamente? Era già successo in periodi precedenti, […]

Continua a leggere →

Il sindacato anti-Amazon, un sindacato Democratico con la D maiuscola

Quando il 28 febbraio scorso il presidente Biden ha invitato, obliquamente ma non tanto, i lavoratori a partecipare al voto per sindacalizzare il magazzino Amazon a Bessemer, in Alabama, parlava di roba di casa sua. Il sindacato in questione, la Retail Warehouse and Department Store Union (RWDSU), è, come il grosso del movimento operaio organizzato americano, legato organicamente al partito Democratico. La RWDSU, se possibile, ancora di più. E naturalmente il grosso della forzalavoro a Amazon-Bessemer, ben […]

Continua a leggere →

Le dimensioni contano (a proposito della disputa sindacale Amazon in Alabama)

Perché un sindacato diventi il rappresentante ufficiale di un gruppo di dipendenti di un luogo di lavoro, e possa fare contrattazione collettiva a loro nome, deve conquistare almeno la maggioranza semplice dei voti espressi dai membri di quel gruppo (la maggioranza dei votanti, non di tutti). Non è l’unico modo per far riconoscere il sindacato, ma è un modo molto usato. E allora le dimensioni del gruppo scelto, e la […]

Continua a leggere →

George Mosse e Harvey Goldberg, sparring partners

L’altra star del dipartimento di storia di allora, a Madison, era George Mosse. Anche lui come Harvey Goldberg in storia europea, anche lui insegnante carismatico con classi affollate e devote, se ricordo bene nelle stesse grandi aule di Agriculture Hall (vedi il mio post precedente). Anche lui ebreo, ma non, come Goldberg, figlio di immigrati del New Jersey, bensì emigré di facoltosa famiglia altoborghese, fuggito dalla Germania nazista giusto in […]

Continua a leggere →

Tutti da Harvey venerdì sera (a lezione di storia)

“Ci vediamo da Harvey, stasera” Non era un appuntamento al pub, e neanche a casa di amici, anche se poi a un party a casa di Harvey si andò. Era l’appuntamento a lezioni di storia che erano anche eventi pubblici, eventi politici e  per molti versi, un po’ scherzando e un po’ no, eventi mondani – con un docente che era una star. Le lezioni di storia francese, di storia sociale […]

Continua a leggere →

Biden incanta gli storici (e viceversa)

Mentre c’è chi pensa a una prima provvisoria bozza della storia dell’amministrazione Trump  appena conclusa, l’attuale presidente sta pensando a quale sarà il suo posto nella storia a venire. Della storia Joe Biden ha un acuto senso anche perché ormai ne è lui stesso un pezzo e un testo, essendo entrato in Senato “120 anni fa”, dice scherzando (120 anni no, ma mezzo secolo fa sì). La vista lunga gli da l’opportunità di […]

Continua a leggere →

Ostruzionismo! I comodi filibustieri del Senato americano

Avete presente il vecchio film di Frank Capra, Mr. Smith va a Washington? Roba in bianco e nero degli anni Trenta (1939), con la faccia giovane e onesta di James Stewart?  Quando, per una serie di circostanze, il giovane e onesto e ingenuo e inesperto cittadino qualunque Jefferson Smith (notate il cognome, un generico cittadino Smith, e il nome invece risonante di storia e libertà, prima che su Thomas Jefferson circolassero tutte quelle chiacchiere sul […]

Continua a leggere →