Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Antifa! (e le troppe lezioni della storia)

“Antifa” vuol dire antifascista, ma antifascista di quelli tosti, di quelli che, agendo in gruppi molto decentralizzati, contendono gli spazi pubblici, le strade e le piazze ai militanti dell’estrema destra; street fighters spesso incappucciati e inzainati, magari con il volto coperto, disposti allo scontro fisico violento, anche con la polizia, a cui sono preparati e di cui non si lamentano. Gente che non verrebbe mai a raccontarvi, perché sa che […]

Continue Reading →

Saresti stato carnefice o ribelle?

Il libro di Pierre Bayard di cui parla la recensione qui sopra, che spero riusciate a leggere, non l’ho letto (me ne assolvo facilmente, visto che proprio lui è l’autore del noto bestseller, Come parlare di un libro senza averlo mai letto). Ma è bastato il titolo, Sarei stato carnefice o ribelle?, e questa recensione sulla Domenica del Sole 24 Ore di oggi, per mettere in moto una piccola catena […]

Continue Reading →

La questione dell’immigrazione nelle urne? Verso le elezioni americane di medio termine

La questione dell’immigrazione è sempre politicamente esplosiva negli Stati Uniti, tanto più lo sarà in questo anno elettorale. Negli ultimi giorni, e infine nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del 30 gennaio scorso, il presidente Trump ha fatto ai democratici una proposta di compromesso abile e concreta, che li ha messi di fronte a una scelta difficile, imbarazzante. Trump ha accettato di proteggere i cosiddetti Dreamers, cioè quegli immigrati illegali […]

Continue Reading →

L’astensionista tranquillo

Per parecchi astensionisti che si conoscono, il non voto è diventato una tranquilla abitudine. Non è sempre stato così. All’inizio, soprattutto per quelli che si dicevano di sinistra, che si consideravano avanguardia di qualcosa, decidere di non votare o, per i più timidi, di votare scheda bianca, era un’impresa intensa e passionale, da vita strenua, l’ultima attività militante (lo è ancora, per i neofiti della causa). Votare è, dopo tutto, […]

Continue Reading →

Ah! Le liste! Signora mia le liste!

Ma tutti noi che ci lamentiamo (e ne abbiamo ben donde) di come son fatte le liste, “fatte” nel senso delle nottate per farle e “fatte” nel senso del bel risultato, cioè dei nomi che ci sono, saremmo d’accordo nell’adottare alcune soluzioni sperimentate per evitare questi pasticci? Saremmo d’accordo, per evitare i candidati paracadutati qua e là, anche in posti diversi contemporaneamente, nel pretendere che conoscano il territorio (uno) in […]

Continue Reading →

Ebbing, Missouri: cartoline da una finta America profonda (attenzione, spoilers)

Com’è che immaginate la vostra tipica small town nel cuore dell’America? Quella di cui sapete tutto perché l’avete vista e letta e abitata in tanti film e romanzi sul lato oscuro, ahimé, del sogno americano (la provincia americana, l’America profonda, insomma quei posti dove votano Trump – questa è la frase du jour)? Quella di cui non sapete niente perché l’avete sorvolata a 30.000 piedi da costa a costa, immersi […]

Continue Reading →

Jeremy Corbyn e Bernie Sanders, wild radicals a vocazione maggioritaria

Periodicamente Jeremy Corbyn e Bernie Sanders saltano fuori come esempi da emulare da parte della sinistra più radicale, in vari contesti italiani ed europei. Periodicamente vale la pena ricordare un dato strutturale, non ideologico, che li riguarda. I due saranno anche wild radicals (si fa per dire) ma hanno una caratteristica comune che deriva in parte dai sistemi elettorali dei loro paesi e che ne fa degli strani animali anglo-americani. […]

Continue Reading →

Se la Commissione europea si occupa di noi fa giustamente (magari goffamente) gli affari suoi. E’ il nostro governo legittimo – e democratico

Bisogna smettere di dire che sono burocrati di Bruxelles (per una volta, almeno in apparenza, non si parla di Stati Uniti – d’America). Se i membri della Commissione europea si occupano di affari italiani, o di qualunque altro paese, è perché si fanno giustamente gli affari loro. Magari, per bon ton, per cortesia istituzionale potrebbero evitare di farlo al tempo di una campagna elettorale locale, cioè nazionale. Magari non siamo […]

Continue Reading →

Redneck Revolt!

Il termine redneck (collo rosso) è spesso usato come un insulto nei confronti dei bianchi che vivono in aree povere e rurali, magari del Sud, e che tendono a essere politicamente conservatori e razzisti. A usarlo è spesso gente di città, magari progressista, che prende le distanze dall’America “profonda” guardata con disprezzo. (Altri termini simili sono white trash, spazzatura bianca, e hillbilly, bifolco, montanaro). Redneck allude a chi lavora sotto […]

Continue Reading →

Perché l’uomo è cacciatore: turbamenti sessuali americani del secolo scorso

Si parlava molto di sesso nella International Room delle case dello studente a Madison, Wisconsin, nei primissimi anni 1970s. Se ne parlava, voglio dire, fra noi maschi stranieri, soprattutto se provenienti dal mondo mediterraneo. Un libretto dell’università a noi destinato (fra di noi si diceva, con sarcasmo poco politicamente corretto, destinato a noi stranieri “appena usciti dalla giungla”) ci spiegava, fra tante altre cose, che le ragazze americane sono cordiali […]

Continue Reading →