Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Le armi private degli americani: frammenti paradossali

Racconta la storica di Harvard Jill Lepore, in Battleground America, che negli anni sessanta il diritto costituzionale dei cittadini (in quanto individui privati) di possedere e portare armi non era una rivendicazione dei conservatori o della National Rifle Association, bensì dei nazionalisti neri. In un discorso del 1964 fu Malcolm X a dire: “Article number two of the constitutional amendments provides you and me the right to own a rifle […]

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Le armi private degli americani

E’ troppo facile prendersela con le lobby dei venditori di armi, con la National Rifle Association. Le lobby fanno il loro mestiere, cercano di influenzare i legislatori e l’opinione pubblica spendendo i loro soldi prima, durante e dopo le campagne elettorali. Sono una voce potente, ma una fra le tante. Fra l’altro, esistono anche le lobby a favore del controllo delle armi, che fanno lo stesso mestiere, anche se hanno […]

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Classroom. Insegnare storia (americana) con powerpoint?

Un celebre diagramma powerpoint che cerca di spiegare la complessità della strategia americana in Afghanistan – riuscendoci benissimo. L’altra mattina il computer di classe sembrava non funzionare, e anche il proiettore faceva le bizze. Poi le cose si sono aggiustate – ma per un attimo mi sono sentito perduto. Avevo tutta la lezione su powerpoint: outline, appunti, diagrammi, immagini (e anche alcuni links a youtube, un indispensabile Donald Duck, una […]

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Ma quale dream ticket?

firenze.repubblica.it 4 dicembre 2012 Bersani-Renzi e il dream ticket di cui si parla a sproposito Ma quale ticket? Ma quale ticket – voglio dire – Hillary Clinton-Barack Obama? Non è mai esistito. Non è mai esistito in senso tecnico. E non è mai esistito nel senso più vagamente politico che sembrano suggerire i commenti italiani di questi giorni, a proposito di una possibile accoppiata elettorale Bersani-Renzi. Di un “dream ticket” tecnico […]

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God Bless America (nel senso dell’immigrato Irving Berlin)

C’è chi vorrebbe farne l’inno nazionale ufficiale, al posto di The Star-Spangled Banner. E in effetti God Bless America è stata abbastanza ufficializzata nel pieno della Guerra fredda: quando il suo autore Irving Berlin, per il fatto di esserne l’autore, ha ricevuto dal presidente Eisenhower la Medaglia d’oro del Congresso. C’è chi la considera svergognatamente nazionalista: perché Dio dovrebbe benedire l’America e nessun altro paese? (Naturalmente, tutti gli inni nazionali reclamano l’attenzione di […]

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Women’s issues nelle urne americane

Il responso delle elezioni americane sulle questioni del gender: un quadro contrastato Sono state, le recenti elezioni americane, una sconfitta della “guerra dei Repubblicani contro le donne”? Sono state, quindi, una “vittoria delle donne”? I dati che abbiamo a disposizione, e la storia che abbiamo alle spalle, suggeriscono risposte positive a queste domande, ma con alcuni caveat. Il conflitto intorno ai ruoli, e ai corpi, delle donne è stato importante in […]

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Storie. Pietro Gori in America e la tradizione del Primo Maggio

  Questo è un estratto dal mio contributo a Nostra patria è il mondo intero. Pietro Gori nel movimento operaio e libertario italiano e internazionale, a cura di M. Antonioli, F. Bertolucci, R. Giulianelli, Biblioteca Franco Serantini Editore, Pisa, 2012.  Durante il suo viaggio americano, dal luglio 1895 al luglio 1896, l’anarchico italiano Pietro Gori si trova coinvolto nell’invenzione della festa del lavoro. O meglio: si trova coinvolto, forse senza esserne […]

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Le primarie americane, e le nostre

Prendo spunto da un bell’articolo di Nadia Urbinati del 15 Novembre (leggi qui) per fare qualche ulteriore riflessione sulle differenze, e le somiglianze, fra le elezioni primarie originali, quelle degli Stati Uniti, e le nostre, o almeno quelle in via di sperimentazione intorno al nostro Partito democratico. Le differenze sono importanti, ma sono importanti anche quelle che potrebbero diventare alcune somiglianze, una volta che la faccenda prenda piede. E a […]

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“We have to fix that”: aggiustare la macchina elettorale?

All’inizio del discorso della vittoria, la notte del 6 novembre, Obama ha ringraziato gli elettori: chi ha partecipato, chi ha votato per la prima volta, e infine chi “ha aspettato in fila per troppo tempo”. Dopo una pausa, ha aggiunto fra gli applausi: “By the way, we have to fix that”, dobbiamo risolvere questo faccenda, aggiustare la macchina che non funziona. La frase, “We have to fix that”, ha fatto […]

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Originally posted on America2040:
Sono passati due giorni e mezzo dal voto. Obama si è commosso parlando ai volontari, ha ribadito le sue idee su ridimensionamento del deficit e necessità di investimenti spiegando che le elezioni le ha vinte lui. E il generale Petraeus si è dimesso da capo della CIA perché ha un’amante. Qui però parliamo di elezioni. Un post lungo e pieno di numeri. Una sola nota sul…

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