Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Appunti. I cittadini americani non hanno fiducia nel governo federale (ma non è sempre stato così)

Nell’ultimo mezzo secolo, la fiducia nel governo federale era a livelli molto alti all’inizio degli anni 1960s, quando tre quarti dei cittadini dichiarava di averne “quasi sempre” o “gran parte delle volte”. Da allora è cominciata una caduta verticale, in coincidenza con la guerra in Vietnam, l’esplosione dei movimenti di protesta, il Watergate, la crisi economica e le crisi internazionali degli anni 1970s. La fiducia è arrivata a un primo […]

Continua a leggere →

Il non-voto indebolisce il welfare universalistico

Che cosa succede quando il non-voto diventa un dato permanente del sistema politico? E’ davvero un dettaglio secondario? Gli Stati Uniti dell’ultimo secolo possono essere un caso su cui riflettere. Lì la crisi di partecipazione elettorale alle presidenziali (che sono le elezioni più partecipate) si è consumata nel primo trentennio del ‘900. Quando l’affluenza alle urne alle elezioni presidenziali è scesa dall’80% di fine ‘800 al 50% del primo dopo-guerra, […]

Continua a leggere →

La scoperta della corruzione e le riforme anti-partito (cent’anni fa)

Centodieci anni fa, nel 1904, il giovane reporter Lincoln Steffens pubblicò The Shame of the Cities (la vergogna delle città), un libro divenuto rapidamente celebre. Il volume era una raccolta di articoli di inchiesta sulla corruzione municipale nel paese, scritti per il mensile McClure’s Magazine. E Steffens apparteneva a una nuova scuola di giornalisti investigativi – che del frugare nel lato oscuro della vita pubblica stavano facendo una professione. Furono […]

Continua a leggere →

Che ve ne sembra dell’America? Un sondaggio fra i miei studenti

Rispetto al 2005 i miei studenti di oggi sono meno “anti-americani”. Lo rivela un sondaggio dilettantesco da me condotto qualche settimana fa. Una maggioranza (53%) ha addirittura una opinione molto o abbastanza favorevole degli Stati Uniti in generale, rispetto alla stragrande maggioranza (78%) di opinioni sfavorevoli di allora. Il cambiamento sembra dovuto, in gran parte, alla percezione della novità rappresentata dal presidente Obama. La sua elezione ha avuto un effetto […]

Continua a leggere →

I poveri e invisibili non votano nemmeno negli Stati Uniti

Scomparse le macchine politico-clientelari, i partiti cercano solo il voto della middle-class. E nella società separata americana i poveri smettono di essere rappresentati. Parliamo ancora di povertà a cui è dedicata la copertina di pagina99we in edicola. La politica dimentica i poveri perché i poveri non votano, e perché i partiti pensano ad altro e finiscono con il dimenticarli: lo dicevano proprio con queste parole, a proposito degli Stati Uniti, alcuni […]

Continua a leggere →

“Guerra no, guerriglia sì”. Un ricordo del 1967

A proposito di Franco Fortini, di cui si parla molto in questi giorni. La sua poesia che mi colpì di più, in anni molto giovanili, è questa – poesia pubblica, action poetry. Ero alla manifestazione di Firenze, il 23 aprile 1967, in cui Fortini la lesse. Una manifestazione indetta dagli studenti universitari di sinistra contro la guerra americana in Vietnam e anche, d’improvviso, contro il colpo di stato militare in […]

Continua a leggere →

Norman Rockwell & Rosie the Riveter

Norman Rockwell for The Saturday Evening Post, May 29, 1943 Il grande illustratore americano Norman Rockwell è in mostra a Roma, a Palazzo Sciarra: “American Chronicles: The Art of Norman Rockwell”. Non l’ho ancora vista, la mostra, e quindi non lo so: ma penso che includa una delle sue più celebri copertine del settimanale The Saturday Evening Post, e cioè questa “Rosie” qui sopra. Rosie è “Rosie the Riveter”, Rosie la rivettatrice, la personificazione […]

Continua a leggere →

E’ il sogno americano, stupido!

Gli americani pensano che domani sarà peggio di ieri e che le istituzioni non siano in grado di cambiare le cose. E’ una delle ricorrenti crisi del sogno americano o la sua fine? Di certo se prevale l’idea del ognun per conto proprio, il terreno ideologico vincente è quello repubblicano. E’ l’economia la principale preoccupazione che, alle midterm elections di una settimana fa, era nella testa degli elettori americani (per quasi […]

Continua a leggere →

“Il popolo ha parlato, il bastardo” e altre frasi celebri della politica americana

Pubblicato il 3 novembre 2014 sul sito web di pagina99. Per raccontare le elezioni americane si possono scegliere frasi altisonanti e poetiche, ad esempio si possono riprendere i versi celebrativi dell’esercizio democratico di Walt Whitman e della sua Election Day del 1884, in cui si canta dell’“America’s choosing day”: “il giorno in cui l’America fa la sua scelta/Il senso profondo non nell’eletto – l’atto in se stesso ciò che più conta, la scelta…” […]

Continua a leggere →

Il partito democratico americano è un’altra cosa

Se vuoi fare il Democrat americano, dimentica subito la faccenda del “partito della nazione”. Forgetaboutit, direbbero a New York o in New Jersey. Suona male, suona totalitario, suona illiberale. O peggio ancora, suona pretenzioso. Un partito è una parte è una parte è una parte: non c’è bisogno di scomodare James Madison, padre fondatore degli Stati Uniti e del Democratic party, per ripetere questo mantra autoevidente. Catch-all party, cioè partito “pigliatutti” […]

Continua a leggere →