Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Un movimento di successo: l’invenzione del diritto costituzionale alle armi private

La storia dei gun rights e del gun control negli Stati Uniti degli ultimi anni, anzi degli ultimi decenni, deve essere raccontata nel verso giusto. Non è la storia di una riforma progressista fallita. Non è la storia del fallimento dei tentativi federali di regolare in qualche modo il diritto dei cittadini a possedere e portare armi, un diritto che sembra fondato su un emendamento settecentesco della Costituzione – e […]

Continua a leggere →

Plunkitt e i pericoli dell’abito da sera

Un’altra delle riflessioni dell’ex-senatore George Washington Plunkitt, il filosofo di Tammany Hall, pronunciate dalla sua tribuna – il chiostro di lustrascarpe del tribunale di contea di New York. Adattata da Plunkitt di Tammany Hall (1905; ETS, 2010). I pericoli dell’abito da sera Fare sfoggio di lusso non paga in politica. La gente non lo sopporta. Se avete un debole per il lusso, cercate di non farlo vedere finché non avete fatto fortuna. […]

Continua a leggere →

Fantasmi dal passato: riabilitare Ethel Rosenberg?

Una decina di membri del consiglio comunale di New York City, lunedì scorso 28 settembre, ha onorato ufficialmente “la vita e la memoria” di Ethel Rosenberg (nata Greenglass) nel giorno che sarebbe stato quello del suo centesimo compleanno. A poco più di sessant’anni dalla sua esecuzione sulla sedia elettrica, insieme al marito Julius: entrambi accusati di essere spie sovietiche, di aver passato all’arcinemico dei segreti atomici, nel più clamoroso caso […]

Continua a leggere →

Come parlare di immigrati nelle Americhe, dove gli immigrati sono anche i colonizzatori?

Il presidente Obama (figlio di un bird of passage kenyota e di una donna di origini anglo-tedesche, marito di una discendente di schiavi africani), se vuol parlare della questione dell’immigrazione, non può usare la formula semplice di John F. Kennedy, “una nazione di immigrati” e basta. Deve fare una premessa e trovare parole sottili: “Ammenoché tu non sia un Native American, la tua famiglia è venuta da qualche altro posto”. […]

Continua a leggere →

Chi è Dorothy Day, la cattolica americana di cui ha parlato papa Francesco

“I would like to mention four of these Americans: Abraham Lincoln, Martin Luther King, Dorothy Day and Thomas Merton. … Three sons and a daughter of this land, four individuals and four dreams: Lincoln, liberty; Martin Luther King, liberty in plurality and non-exclusion; Dorothy Day, social justice and the rights of persons; and Thomas Merton, the capacity for dialogue and openness to God.” Discorso di papa Francesco al Congresso degli […]

Continua a leggere →

La Corte suprema (cattolica) degli Stati Uniti

Quando erano solo cinque (ora sono sei) L’istituzione degli Stati Uniti dove i cattolici sono più forti? Ma è la Corte suprema, che diamine. Ben sei dei nove giudici sono cattolici: due di discendenza italiana e due di discendenza irlandese, un afro-americano e una donna di origine portoricana. Gli altri tre sono di fede ebraica. Nella corte non c’è più neanche un protestante. L’ondata cattolica che ha travolto la Corte […]

Continua a leggere →

Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?

Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo? Conflitti sociali, vita politica e scarti temporali nell’America di fine Ottocento. Il titolo di questo mio contributo, Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?, cita ovviamente il noto saggio di Werner Sombart del 1906. Un saggio notissimo proprio grazie a questo titolo, che ha avuto molta più fortuna del libro stesso. Un titolo (il titolo, più del libro) che nel corso […]

Continua a leggere →

Come salvare l’accordo nucleare con l’Iran e vivere felici

Ma insomma, secondo la Costituzione degli Stati Uniti, non dovrebbe essere il Senato a ratificare i trattati internazionali firmati dal presidente? E non dovrebbe ratificarli con il voto dei due terzi dei suoi membri? Cioè, nel caso dell’accordo multilaterale sulle armi nucleari con l’Iran, non dovrebbe essere Barack Obama ad avere l’obbligo di cercare il consenso di 67 senatori – per incassare, appunto, il suo Iran deal? Un’impresa che, dati […]

Continua a leggere →