Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Andrew Jackson 1829: la prima inaugurazione popolare (non populista)

All Creation going to the White House, Washington, March 4, 1829. Library of Congress. Poco meno di due secoli fa, il 4 marzo 1829, ci fu la prima inaugurazione presidenziale veramente popolare. Il presidente Andrew Jackson giurò in pubblico e all’aperto, sul portico del Campidoglio (fino ad allora la cerimonia era privata). Tenne un breve discorso inaugurale che quasi nessuno riuscì a sentire; c’erano troppe persone presenti, e la voce […]

Continua a leggere →

Giochi di parole: “populist” e “Populist” in americano, e in altre lingue.

Ricorrenze di “Populist” e “populist” in testi in inglese-americano, 1880-2008. ¶ Pubblicato su ytali.com il 30 gennaio 2017 Il populismo negli Stati Uniti nasce con la P maiuscola. Le parole Populism e Populist si diffondono a fine Ottocento in connessione con la formazione di un partito politico, il People’s Party o Populist Party, attivo fra gli anni 1890s e gli inizi del Novecento. Se si analizzano i milioni di libri in inglese-americano digitalizzati […]

Continua a leggere →

La solitudine di Trump, la solitudine dell’America

Le ultime battute del discorso inaugurale, dalle parti di “siamo all’alba di un nuovo millennio”, Trump avrebbe potuto pronunciarle con qualche ottimismo nella voce e speranza negli occhi. Ma non c’è niente da fare, non gli riesce, l’unica espressione del suo viso e l’unica cifra della sua retorica è dark e un po’ splatter. Come in campagna elettorale, anche da presidente gli vien bene l’estetica dell’American carnage – e della […]

Continua a leggere →

A Black Man in the White House. Polarizzazione politica e linea del colore nell’America di Obama

  Testo basato sulla mia relazione al convegno “La presidenza Obama: un bilancio dei suoi otto anni fra luci ed ombre”, organizzato a Bologna, il 15 dicembre 2016, dal Centro interuniversitario di storia e politica euro-americana (Cispea) e dal Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna. Ringrazio gli intervenuti e in particolare il mio discussant, Sergio Fabbrini, per le osservazioni critiche e i suggerimenti. L’intero convegno è stato registrato […]

Continua a leggere →

L’eterno ritorno delle fake news, ovvero l’eroica resistenza dei giornalisti di Kansas City (nel 1910)

Prima della televisione (il nostro penultimo spauracchio in fatto di fake news, che qui metto in copertina), e certamente prima di Internet (la spauracchio du jour), ecco i dolori del print journalism di circa un secolo fa. Nel suo congresso del 1910, la Kansas State Editorial Association sente il bisogno di darsi un codice etico che riguarda molti aspetti dell’attività degli editori, dei redattori e dei cronisti. Una sezione si […]

Continua a leggere →

Referendum costituzionale: due schieramenti senza strani compagni di letto

Avevo fatto un calcoletto amatoriale, poco più di un mese fa, sugli schieramenti politici che si stavano formando sul referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Ero curioso di sapere chi vota Sì e chi vota No sulla base dell’appartenenza politica e di partito – ovviamente facendo affidamento su quegli strumenti imperfetti che sono i sondaggi di opinione (imperfetti, ma se non ci fossero loro, quali altri dati avremmo?). Ero arrivato a […]

Continua a leggere →

Transizioni presidenziali: “un pacifico trasferimento di potere”

Pubblicato su Aspenia online del 19 novembre 2016 Nel 1800 fu eletto presidente Thomas Jefferson, che oggi è considerato un padre della patria ma che in quel momento era visto come un giacobino ateo a capo del partito di opposizione, i Repubblicano-Democratici. Dire “partito” era dire troppo: secondo gli uomini allora al governo, i federalisti di John Adams, si trattava di una pericolosa fazione sovversiva contro cui era giusto fare […]

Continua a leggere →

L’elezione indiretta del presidente serve a impedire che vinca un demagogo (Alexander Hamilton, 1788)

Nel Federalista numero 68 (del 12 marzo 1788) Alexander Hamilton spiega perché i padri costituenti hanno deciso di fare eleggere il presidente degli Stati Uniti con un sistema indiretto, da parte di gruppi di cittadini, i grandi “elettori”, designati allo scopo, Stato per Stato. Solo così, dice, si può sperare che la scelta sia ben ponderata, che le qualità del candidato siano ben valutate con il discernimento necessario a un’indagine […]

Continua a leggere →

Polarizzazione politica e strategie matrimoniali. Mettersi in casa una nuora Democrat? Mai!

La polarizzazione politica non perdona. Nell’Ottocento, in quella che gli storici chiamano l’«età dei partiti» negli Stati Uniti, le contrapposizioni di partito e la party loyalty erano talmente radicate da plasmare la vita privata e personale dei cittadini. Ricordando che la party politics era una fortezza maschile, c’è evidenza statistica che i figli votassero come i padri, di generazione in generazione. E c’è evidenza aneddotica che nelle famiglie più politicizzate […]

Continua a leggere →

Chi costruirà il muro? Ma i lavoratori messicani clandestini!

“Vogliono costruire un muro sul confine per tener fuori i messicani – ma chi lo costruirà, il muro?” Una decina di anni fa era una routine da standup comedians, da Carlos Mencia o da George Lopez (uno che poi ha creato la figura di Donaldo Trumpez, il DT messicano anti-yankee che celebra il generale Santa Anna che fa cagare nei pantaloni Davy Crockett alla battaglia di Alamo). E la risposta […]

Continua a leggere →