Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

I discorsi di Obama sullo stato dell’Unione: sette puntate, due linee narrative

Leggere i sette discorsi sullo stato dell’unione di Obama come i capitoli di un libro, di una storia a puntate: è un’idea che avrei voluto avere io e che invece ha avuto Peter Beinart su The Atlantic. Per cui mi limito a copiare, riassumere e ovviamente segnalare. In questa storia, dal 2009 al 2014, ci sono due linee narrative molto precise. In politica interna, c’è un presidente che cerca di […]

Continua a leggere →

Un discorso da capo dell’opposizione

Il discorso del presidente degli Stati Uniti è un discorso da capo dell’opposizione e, in maniera più problematica, di anticipazione della campagna presidenziale del 2016. O almeno provo a considerarlo così, nella sua parte programmatica di politica interna. Certo, per i prossimi due anni Obama resta commander in chief. Ha le prerogative non indifferenti dell’azione esecutiva e la visibilità, il privilegio retorico del bully pulpit. Ha l’arma del veto, e […]

Continua a leggere →

Appunti. Le tasse degli americani

L’America poco tassata: il gettito fiscale come percentuale del PIL (2010) Chi contribuisce al gettito fiscale? (1950-2009) Sempre di meno le imposte sul reddito delle società  Quanto pagano gli americani in tasse federali, per quintili di popolazione,  dal più povero 20% al ricchissimo 0.1% (2013) La quota di reddito totale lordo che va all’1% più ricco (1913-2012) La precipitosa caduta della massima aliquota marginale d’imposta  sui redditi dei ricchissimi. E la relativa […]

Continua a leggere →

Sayyid Qutb nell’America che non gli piace (1951)

Fra il 1948 e il 1950 un intellettuale musulmano sunnita quarantenne, di nome Sayyid Qutb, insegnante, scrittore e poeta, passa un paio d’anni negli Stati Uniti. Arriva con una scholarship del Ministero dell’istruzione del suo paese, l’Egitto, per studiare il sistema educativo americano. Visita parecchie città, soggiorna a Washington e alla Stanford University, prende un master al Teacher’s College di Greeley, in Colorado. Quando torna a casa scrive alcuni articoli sulla […]

Continua a leggere →

Appunti. Le controversie penali americane si concludono quasi tutte con un patteggiamento (efficiente ma sleale)

I processi che si vedono al cinema, in cui l’accusa e la difesa si confrontano pubblicamente in un’aula di tribunale, di fronte a un giudice-arbitro e una giuria imparziale, con le armi delle prove e della retorica persuasiva, sono un’eccezione. Nel sistema penale americano, il 95% delle controversie non raggiunge mai il dibattimento, si conclude piuttosto con un patteggiamento (plea bargaining) che avviene in segreto, a porte chiuse, fra l’accusa […]

Continua a leggere →

Letture non americane: “La pecora nera” di Italo Calvino, ovvero i disastri dell’onestà

Che “La pecora nera” di Italo Calvino sia un apologo in favore dell’onestà, si fa fatica a capirlo. La morale della favola mi sembra tutt’altra. E cioè, la presenza di quell’uomo onesto provoca un disastro. Provoca il crollo di una società di eguali e felici, e l’avvento di profonde diseguaglianze, polizia, carceri. (Questo è un post extra, solo la foto di Calvino è americana.) Italo Calvino, La pecora nera, tratto da Italo Calvino, Prima che […]

Continua a leggere →

Chi è la più popolare del reame? Cina e Usa nel 2014

Nel beauty contest globale gli Stati Uniti continuano a essere più attraenti della Cina – o così almeno dicono i sondaggi 2014 del Pew Research Global Attitude Project. Ciò è vero senza dubbio nei paesi dell’Unione Europea – con l’unica eccezione dei cittadini greci, fra i quali la Cina raccoglie più valutazioni favorevoli (49%) di quelle, miserrime, degli Stati Uniti (34%). In Asia, Cina e Stati Uniti raccolgono entrambi buone valutazioni nell’aggregato, ma con […]

Continua a leggere →

Sognando un Natale laico e commercializzato

La più popolare canzone americana di Natale, White Christmas, è una sorta di inno secolare, laico, non religioso. E’ stata scritta dall’immigrato ebreo Irving Berlin, nato Israel Isidore Baline nel 1888 in Russia, figlio di un cantore di sinagoga, diventato grande songwriter negli Stati Uniti (vedi qui il post su God Bless America). E non parla della nascita di Gesù. Parla piuttosto di nostalgia per un luogo e un tempo lontano, di alberi sempreverdi, […]

Continua a leggere →

Guantanamera, cubana e yankee

Il refrain (Guantanamera, guajira, Guantanamera) ha molto a che vedere con una ragazza, o meglio con una giovane contadina (guajira), della città di Guantánamo. E niente a che vedere con la base navale degli Stati Uniti che da più di un secolo occupa una parte della vicina Bahía de Guantánamo. Eppure la storia della canzone e della sua diffusione nel mondo, dei suoi cambiamenti, dei versi che alla fine sono diventati standard, ha parecchio a che […]

Continua a leggere →

The Big Lebowski and me

Ho visto la prima volta The Big Lebowski il 6 marzo 1998. Lo so perché c’è scritto su Wikipedia. Cioè, su Wikipedia c’è scritto che quel giorno il film ha aperto negli Stati Uniti, e così sono certo della mia data. Era un venerdì, sarei partito il giorno dopo da New York per l’Italia, e la sera, fatte le valigie, sono sceso al cinema sotto casa. Il cartellone annunciava l’arrivo […]

Continua a leggere →