Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Immigrazione

George W. Bush va in moschea subito dopo l’11/9: “Islam is peace”

Il 17 settembre 2001, pochi giorni dopo l’11 settembre, il presidente George W. Bush visita il Centro Islamico di Washington, D.C., una delle prime moschee costruite negli Stati Uniti. Questa è una traduzione affrettata dei suoi remarks, del suo breve discorso. Il testo inglese è qui. ¶ Grazie molte a tutti per la vostra ospitalità. Abbiamo appena avuto un’ampia discussione sulla questione che ci preme. Come le persone che stanno […]

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Come parlare di immigrati nelle Americhe, dove gli immigrati sono anche i colonizzatori?

Il presidente Obama (figlio di un bird of passage kenyota e di una donna di origini anglo-tedesche, marito di una discendente di schiavi africani), se vuol parlare della questione dell’immigrazione, non può usare la formula semplice di John F. Kennedy, “una nazione di immigrati” e basta. Deve fare una premessa e trovare parole sottili: “Ammenoché tu non sia un Native American, la tua famiglia è venuta da qualche altro posto”. […]

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Sognando un Natale laico e commercializzato

La più popolare canzone americana di Natale, White Christmas, è una sorta di inno secolare, laico, non religioso. E’ stata scritta dall’immigrato ebreo Irving Berlin, nato Israel Isidore Baline nel 1888 in Russia, figlio di un cantore di sinagoga, diventato grande songwriter negli Stati Uniti (vedi qui il post su God Bless America). E non parla della nascita di Gesù. Parla piuttosto di nostalgia per un luogo e un tempo lontano, di alberi sempreverdi, […]

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Columbus Day: tre guerre culturali su Cristoforo Colombo

Il 6 ottobre scorso il City Council di Seattle, nello stato di Washington, ha deciso di sostituire la festa di Columbus Day con quella di Indigenous Peoples’ Day. Ci sono state resistenze nella comunità italo-americana. Un contingente del locale Order of the Sons of Italy in America ha protestato con bandierine tricolori: ci derubate della nostra eredità culturale. Ma alla fine il consiglio ha votato all’unanimità. Anche il consigliere Nick […]

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Gli immigrati danno nuova vita al movimento sindacale americano

I nuovi immigrati negli Stati Uniti, compresi i milioni di irregolari senza documenti, soprattutto ispanici (messicani e altri), stanno rivitalizzando il movimento sindacale. Offrono ai sindacati la possibilità di ricominciare a crescere, dopo decenni di declino. E offrono qualche opportunità di crescita anche al partito Democratico. Alcune delle azioni da loro iniziate hanno acquistato una dimensione globale, come lo sciopero internazionale dei lavoratori dei fast food del mese scorso (maggio […]

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Atei americani

Nella vita pubblica americana, è l’ateismo l’ultimo tabù? Non c’è un solo ateo in chiaro in Congresso, anche se si sospetta che ce ne siano una trentina nascosti. Recentemente l’ex-deputato Barney Frank si è dichiarato tale ma, appunto, dopo aver lasciato il seggio. Non ne ha mai parlato prima, dice, perché non era politicamente rilevante. Per anni ha prestato giuramento ignorando la formula “so help me God”, come è perfettamente […]

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Il nostro anti-americanismo?

Il nostro anti-americanismo? E’ il risentimento contro i nostri nonni, bis-nonni, tris-nonni, che sono andati là e ci hanno lasciato qua. / Our anti-Americanism? It’s the grudge we hold against those ancestors of ours who went there and left us here. © (Lo so, c’è solo il titolo – devo lavorarci un po’ su…)  

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La paralisi del governo federale e i vincoli della questione razziale

Il governo federale non funziona? Camera, Senato, Presidente – hanno agende inconciliabili? Nessuno dei due partiti è in grado di attuare il suo programma? Ogni compromesso sembra impossibile, o è considerato un tradimento? In politica interna così come in politica estera? C’è la paralisi, il gridlock? E’ forse colpa del ceto politico, spaccato o, come si suol dire, polarizzato secondo rigide linee ideologiche e partitiche? C’è anche questo. Democratici e […]

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Corpi maschili potenti e feriti, Roosevelt e Superman (1933)

Quando, esattamente 80 anni fa, nella primavera del 1933, Franklin D. Roosevelt comincia il suo primo mandato presidenziale e lancia la sfida della “politica dei cento giorni”, è già paralizzato dalla vita in giù da parecchi anni. Era stato colpito dalla poliomielite nel 1921, ma ciò non gli aveva impedito di continuare la carriera pubblica, di diventare governatore di New York. E tuttavia, soprattutto ora che è presidente, è istintivamente […]

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