Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

cultura di massa

The Me Decade: Le emorroidi di Tom Wolfe, e le nostre

Fra le tante invenzioni linguistiche, Tom Wolfe (1930-2018) ha lasciato ai contemporanei e ai posteri anche The Me Decade, il decennio dell’io, a proposito degli anni Settanta. Lo ha fatto in un lungo articolo con questo titolo, scritto per New York Magazine nel bel mezzo del periodo, nel 1976, che non si creda che gli sia venuto in mente dopo, con il senno di poi. Tom Wolfe era sempre nel […]

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Contare la storia per decenni (Christopher Lasch)

Buttando via pacchi di vecchie fotocopie come se fosse pasqua, chili e chili di fotocopie (una volta si usava carta abbastanza pesante), è riemerso questo articolo di tanti anni fa di cui, per motivi che oggi mi sono oscuri, avevo cominciato anche una traduzione. Trattasi di Christopher Lasch, “Counting by Tens”, Salmagundi, No. 81 (Winter 1989), e qui sotto ci sono i pochi passi tradotti. ¶ Di tutte le suddivisioni […]

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Teorie alternative del complotto

La mano dei servizi segreti è evidente nel proliferare di retroscena La mano dei servizi segreti, nazionali e internazionali, ma anche di massoni deviati e trilateralisti ortodossi (c’erano già, credo), mi sembra evidente nel proliferare dei retroscena. Ne hanno messe in giro di tutti i colori pur di offuscare l’elementare verità, e cioè che un gruppo di terroristi, motivato da passione ideologica, abbia potuto agire e fargliela grossa sotto il […]

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Halloween, breaking news, fake news: la “Guerra dei mondi” radiofonica di Orson Welles e la sua memoria

Domenica 30 ottobre 1938, vigilia di Halloween, il giovanissimo Orson Welles manda in onda, sulle onde radio della CBS, un episodio della serie The Mercury Theatre on the Air. La storia è nota, se non altro per sentito dire. Si tratta della lettura di un classico della fantascienza horror, La guerra dei mondi di H.G. Wells. Il romanzo parla dell’invasione della terra da parte di alieni ostili e spietati, cattivissimi […]

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Chi sei tu che dici che non conosco i miei veri interessi?

Chi sei tu che dici che non conosco i miei veri interessi? Sono un sapiente. Che cosa sai che io non so? So come va la vita. Perché, io non lo so? Tu ne hai un’esperienza dilettantesca, episodica, ristretta. E tu invece? La mia è conoscenza professionale, sistematica, teorica. Teorica cioè inutile? No, caprone, teorica cioè scientifica. Scientifica? Non sei il primo che me ne parla. Ci sono un sacco di venditori […]

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Archivio. Sadici ringraziamenti (1990)

La riconoscenza per il coniuge paziente nelle prefazioni dei libri americani (il manifesto, mercoledì 14 marzo 1990) I ringraziamenti al coniuge, che gli autori americani premettono ai propri libri, sono un piccolo genere letterario. Rivelativo delle dinamiche di coppia: blandi sadismi e romanticherie stucchevoli «Ruth ha condiviso le fatiche di questo libro dai primi appunti alle ultime bozze. Senza il suo aiuto allegro e sereno, non sarebbe mai stato scritto» […]

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I quotidiani rispettabili non mettono editoriali in prima pagina

E così sabato 5 dicembre il New York Times ha pubblicato un editoriale in prima pagina – per chiedere con solennità un maggior controllo sulle armi dopo la strage di San Bernardino, in California. L’ultima volta l’aveva fatto nel giugno 1920, quasi cent’anni fa, in un’altra epoca. (E quell’editoriale era una roba davvero ottocentesca, un pastone politico in cui si attaccava la scelta di Warren Harding come candidato repubblicano alla […]

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Sayyid Qutb nell’America che non gli piace (1951)

Fra il 1948 e il 1950 un intellettuale musulmano sunnita quarantenne, di nome Sayyid Qutb, insegnante, scrittore e poeta, passa un paio d’anni negli Stati Uniti. Arriva con una scholarship del Ministero dell’istruzione del suo paese, l’Egitto, per studiare il sistema educativo americano. Visita parecchie città, soggiorna a Washington e alla Stanford University, prende un master al Teacher’s College di Greeley, in Colorado. Quando torna a casa scrive alcuni articoli sulla […]

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Sognando un Natale laico e commercializzato

La più popolare canzone americana di Natale, White Christmas, è una sorta di inno secolare, laico, non religioso. E’ stata scritta dall’immigrato ebreo Irving Berlin, nato Israel Isidore Baline nel 1888 in Russia, figlio di un cantore di sinagoga, diventato grande songwriter negli Stati Uniti (vedi qui il post su God Bless America). E non parla della nascita di Gesù. Parla piuttosto di nostalgia per un luogo e un tempo lontano, di alberi sempreverdi, […]

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