Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

cultura di massa

The Warriors: i guerrieri proletari della notte

Mi è capitato di recente, in almeno un paio di occasioni, di rivedere il film di Walter Hill del 1979, The Warriors (in italiano I guerrieri della notte, penosamente doppiato in un italiano tremendo da B-movie anni Settanta). Nove membri di una gang newyorkese, gli Warriors appunto, devono attraversare tutta la città da nord a sud, dal Bronx fino al loro quartiere di residenza, Coney Island a Brooklyn, per sfuggire […]

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In guerra con i monumenti agli eroi confederati? Un artista nero americano a Venezia

Alla Fondazione Cini a Venezia, come evento collaterale della Biennale d’arte che si apre in questi giorni, c’è la mostra “Kehinde Wiley: An Archeology of Silence”. Kehinde Wiley è un artista afro-americano nato a Los Angeles, figlio di un immigrato nigeriano, diventato notissimo presso il largo pubblico per aver dipinto il ritratto ufficiale di Barack Obama, una commissione per conto della National Portrait Gallery di Washington. Il ritratto è informale […]

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Proibito! I Puritani (del Seicento) contro il Natale

I Puritani americani, quelli veri, quelli del Seicento, non quelli di oggi che non esistono, sono solo una scolorita e superficiale metafora di chi ripete stereotipi, in un paese che nel suo complesso non ha mai avuto nulla di puritano, e che anche là dove lo fu non lo è più da secoli, da prima della rivoluzione, e che sta diventando sempre più cattolico semmai – ecco, i Puritani del […]

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Ombre nere e ombre rosse

  Sul Foglio di venerdì 12 giugno, un articolo di Maurizio Crippa mi ha stimolato a riflettere su un altro film hollywoodiano uscito nello stesso anno, il 1939, del tanto discusso Via col vento, e cioè il capolavoro di John Ford Stagecoach (da noi Ombre rosse). Crippa accosta e contrappone le due produzioni. Stagecoach, dice, è “un inno rooseveltiano alla società aperta e tollerante”, “il romanzo sociale di tante Americhe diverse costrette […]

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La seduzione dei corpi affollati nella strada (Nathaniel Hawthorne, 1851)

L’attrazione morbosa di certi osservatori per i corpi che si affollano nello spazio urbano? Corpi alieni e seducenti, corpi burini e vivi protagonisti di uno spettacolo di massa vivo e plebeo, comunque da tenere a distanza?  Se ne trova un esempio intenso in alcune pagine di La casa dei sette abbaini, il romance gotico di Nathaniel Hawthorne del 1851. Dalla dignitosa ma decadente casa di famiglia del titolo, il vecchio Clifford […]

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New York gay: una storia

A proposito del libro di George Chauncey, Gay New York: Gender, Urban Culture, and the Making of the Gay Male World, 1890-1940, Basic Books / Hachette, 2019 (ma qui letto nella prima edizione del 1994, uscita in occasione del 25esimo anniversario della rivolta di Stonewall; l’edizione 2019 – cinquantesimo anniversario – contiene una nuova prefazione). Conviene cominciare a leggere questo libro dalla nota sulle fonti, per valutare la complessità della […]

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L’Africa e la diaspora africana alla Biennale di Venezia (appunti personali).

Alla fine della fiera, nella gran fiera della Biennale di Venezia, dove a un certo punto subisci anche l’effetto supermarket, e diventi distratto e un po’ infastidito da cianfrusaglie che ti sembrano stupide e non necessarie, e vorresti uscire alla svelta, o almeno a me succede così, finisce che l’attenzione ti si agganci a un filo, un filo per non perderti. Il mio filo, a un certo punto, senza che […]

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Perp walk! Ovvero come ti esibisco l’arrestato

Si chiama perp walk, ovvero la passeggiata del perpetratore (dell’arrestato si dovrebbe dire in verità, o del sospettato, perché non c’è ancora alcun condannato, ma qui parliamo di slang da poliziotti o cronisti). Si chiama perp walk ed esiste negli Stati Uniti almeno dacché esistono le macchine fotografiche veloci e leggere, cioè dacché esistono i fotoreporter di fronte ai quali le autorità di polizia possano esibire la preda in manette […]

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Archivio. Sadici ringraziamenti (1990)

La riconoscenza per il coniuge paziente nelle prefazioni dei libri americani (il manifesto, mercoledì 14 marzo 1990) I ringraziamenti al coniuge, che gli autori americani premettono ai propri libri, sono un piccolo genere letterario. Rivelativo delle dinamiche di coppia: blandi sadismi e romanticherie stucchevoli «Ruth ha condiviso le fatiche di questo libro dai primi appunti alle ultime bozze. Senza il suo aiuto allegro e sereno, non sarebbe mai stato scritto» […]

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