Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Si può non votare per troppa passione?

k7265Si può non votare per troppa passione? Una pagina da Albert O. Hirschman, Felicità privata e felicità pubblica (Il Mulino 1983, 2003).

“Restando il voto lo strumento principale attraverso cui la maggior parte dei cittadini esprime le proprie preferenze politiche, molti trovano che non valga gran che la pena di darsi da fare per una forma così annacquata di partecipazione. Vi è dunque un vero «paradosso del votante», ossia un enigma del perché la gente si preoccupa di votare, che è tuttavia molto diverso da quello formulato in termini di costi e benefici. La questione è perché la gente prende parte alle elezioni, considerando che è confinata a questo modo insipido di espressione delle proprie preferenze politiche: una volta scoperto di non poter esprimere i propri sentimenti sugli affari pubblici con l’intensità con la quale sono sperimentati, è probabile che molti perdano l’interesse ad esprimerli del tutto.”

“Rousseau riteneva che l’idea della rappresentanza e dell’elezione periodica di rappresentanti – un’idea che egli avversava profondamente – avesse la sua origine nel «raffreddamento dell’amore per il proprio paese» ed in altri malaugurati sviluppi anticivili di questo genere. Nella mia ipotesi la causa e l’effetto sono rovesciati, e l’istituzione del voto come decision-maker sovrano conduce alla delusione rispetto alle opportunità limitate di coinvolgimento civile e quindi al suo declino. Che come espressione dei sentimenti politici d’alta intensità il voto periodico sia inadeguato è mostrato chiaramente dal fatto che, quando tornano a diffondersi sentimenti caldi o ardenti, vengono riscoperte e riutilizzate altre forme di azione politica: marce, dimostrazioni, scioperi e così via.”

Gli attivisti di partito americani dell’Ottocento avevano un consiglio per consentire ai militanti e agli elettori più appassionati di esprimere i loro sentimenti con la più sentita intensità: “Vote early and vote often”, vota presto e vota spesso. Perché limitarsi a dare un solo voto, quando, con un po’ di immaginazione, si può votare per conto di più persone in vari seggi della città? Ciò era tuttavia un po’ illegale – un’altra delle dannate frustrazioni del sistema democratico.

Categories: Elezioni, partecipazione

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  1. L’astensionista tranquillo | Short Cuts America

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