Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Appunti. L’insorgenza politica del 2016 come effetto ritardato di quindici anni di crisi

E.J. Dionne, il columnist liberal del Washington Post, coglie un punto di sintesi che vale la pena tenere a mente anche al di là delle sue conclusioni. Il punto è questo: Questa è l’insorgenza politica che non c’è stata immediatamente dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, dopo il fallimento della guerra in Iraq, dopo la Grande Recessione. E’ l’effetto accumulato e ritardato delle crisi e delle divisioni degli ultimi quindici […]

Continua a leggere →

Il difficile sogno americano del “terzo partito” (manuale per l’uso)

Se vuoi mettere in piedi una seria candidatura indipendente alla presidenza degli Stati Uniti (come quella che potrebbe lanciare Michael Bloomberg), e tanto più se vuoi costruire un “terzo partito” capace di durare oltre la tua candidatura personale, devi partire da un duro dato di fatto. Le elezioni presidenziali non sono una contesa nazionale ma federale, combattuta stato per stato. Lo sono dal punto di vista sia politico che tecnico. […]

Continua a leggere →

È il big government, stupido!

Pubblicato su Aspenia Online, 26 gennaio 2016. Leggilo qui. È la solita vecchia storia. Il governo federale è uno strumento utile ad affrontare i problemi del Paese, come pensano i Democratici? Oppure è il governo stesso a essere il problema principale, come pensano i Repubblicani? La linea di frattura fra i due partiti continua a essere, soprattutto per ciò che riguarda le questioni interne, quella classica sul ruolo e l’estensione dei […]

Continua a leggere →

Il sogno americano del “terzo partito”

  Elucubrazioni (anche di fantasia) sulla possibile candidatura indipendente di Michael Bloomberg Sembra la cosa più sensata del mondo quella immaginata, secondo il New York Times, da Michael Bloomberg, l’ex sindaco di New York. E cioè: se lo scenario che si delinea per le elezioni presidenziali di novembre è quello di un partito repubblicano molto di destra con Donald Trump o Ted Cruz, e un partito democratico molto di sinistra […]

Continua a leggere →

Primarie democratiche 2016: da che parte stanno i sindacati?

I sindacati americani, sia quelli della grande confederazione AFL-CIO che quelli indipendenti, sono quasi tutti – quasi sempre – sostenitori del partito democratico. Ne sono una risorsa importante. Appoggiano ufficialmente i suoi candidati alle cariche pubbliche, donano soldi alle loro campagne elettorali, mobilitano a loro favore gli iscritti e i militanti. Lo fanno anche nelle primarie, schierandosi per i contendenti alla nomination. E ora che cominciano le primarie presidenziali, hanno […]

Continua a leggere →

Al di sotto della politica presidenziale, i democratici americani sono un po’ un disastro

I democratici devono assolutamente vincere le elezioni presidenziali del 2016. Devono mantenere a tutti i costi il controllo della Casa bianca, se vogliono continuare a essere rilevanti nella politica nazionale. Perché al di sotto della politica presidenziale il partito è, per il momento, in uno stato piuttosto disastroso. E rischia di restarlo nell’immediato futuro – in attesa dei cambiamenti demografici che, almeno in teoria, dovrebbero favorirlo nel futuro meno immediato […]

Continua a leggere →

Barack Obama: The state of American democracy 2016

[Tratto e tradotto dal discorso sullo Stato dell’Unione del presidente Obama, 12 gennaio 2016. Il testo originale è, fra tanti altri luoghi, anche qui.] Una politica migliore non significa che dobbiamo essere d’accordo su tutto. Questo è un grande paese, con regioni e mentalità e interessi differenti. Questo è anche uno dei nostri punti di forza. I Fondatori hanno distribuito il potere fra gli stati e i vari rami del […]

Continua a leggere →

This conspiracy theory thing makes me paranoid

Any time I give a talk about certain events, there is always someone raising the same question, “but it is a dark scheme, a government plot, a vast unspeakable conspiracy, on account of this, this, and that”. The same question with the same arguments, pretty much with the same words. Like they are reading from the same book. Like they have been carefully instructed. Like they have been brainwashed. Like […]

Continua a leggere →

Questa faccenda delle teorie cospirative mi rende paranoico

Tutte le volte che parlo in pubblico di certe cose, c’è sempre chi solleva la stessa questione: “ma è un complotto, per questo, questo e quest’altro motivo”. La stessa questione con le stesse argomentazioni, praticamente con le stesse parole. Come se leggessero dallo stesso libro. Come se fossero istruiti a farlo. Come se gli avessero lavato il cervello. Come se fossero agenti di una stessa vasta cospirazione. Una cospirazione reale, altro che teorie cospirative. Perché sembrano avere tutti […]

Continua a leggere →

Le razze negli Stati Uniti: tutte le parole dei censimenti dal 1790 a oggi

  I censimenti contano ciò che esiste, le persone e le cose. Ma come ben si sa (grazie anche a Imagined Communities, il bel libro dell’appena scomparso Benedict Anderson), nel momento in cui contano, i censimenti nominano anche le cose e le persone, danno loro un nome e quindi le creano. Un recente mappa interattiva del U.S. Census Bureau (qui) consente di giocare, in maniera sintetica, con le definizioni di […]

Continua a leggere →