Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Un documento segreto dell’FBI su Martin Luther King

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Fra le carte che l’amministrazione Trump ha reso note venerdì 3 novembre sul caso Kennedy c’è anche, chissà perché, un rapporto segreto dell’FBI su Martin Luther King. Un rapporto stilato molto dopo l’assassinio di JFK, datato 12 marzo 1968, quindi tre settimane prima dell’assassinio dello stesso King. Da un timbro sul frontespizio, risulta che il documento sia stato esaminato nel 1994 per una possibile pubblicazione, ma sia stato allora giudicato impubblicabile.

Sono 20 pagine scritte a macchina, che mi sembra riassumano un po’ tutto quello che l’FBI di J. Edgar Hoover pensava di sapere di negativo e scabroso sul leader nero, e che già era emerso in varie occasioni precedenti. E cioè la pericolosità politica di King, malgrado la sua immagine di mite non violento, soprattutto dopo la svolta pacifista contro la guerra in Vietnam; la sua condivisione di idee socialiste, marxiste, comuniste; l’influenza dei comunisti nella sua organizzazione; e infine la sua segreta vita sessuale dissipata, immorale.

Ne parafraso qui alcuni passaggi, con una selezione di screenshots dell’originale. L’intero documento, intitolato “Martin Luther King, Jr., A Current Analysis” è disponibile online, per esempio nella mia pagina academia.edu.

La non violenza

La prima parte del rapporto annuncia che King sta preparando una grande manifestazione a Washington D.C. per la primavera, chiamata “La marcia dei poveri”. Userà tecniche di disobbedienza civile che, come ognun sa, sono tutt’altro che una passeggiata. Possono paralizzare la città ben più a lungo che un riot violento. D’altra parte, dice King, il governo agisce solo se sfidato in forme drammatiche.

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I nazionalisti neri

Parteciperanno anche i nazionalisti neri che sono una probabile fonte di violenza. King va avanti lo stesso. La sua idea è quella di comunicare al governo che questa è l’ultima chance di una riforma pacifica.

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Influenze comuniste

Uno dei principali collaboratori di King, l’avvocato newyorkese Stanley David Levison, è un convinto comunista con un passato nel partito. Per King è una specie di guida politica, ha curato il suo libro, decide sui suoi impegni pubblici e su tutto ciò che dice in pubblico (gli ha persino suggerito cosa dire nel discorso per il premio Nobel). E ora sta organizzando la manifestazione a Washington. Un mix esplosivo, quello fra comunisti e nazionalisti neri.

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King marxista

Ma i comunisti, ex comunisti e comunisti nascosti sono tanti nell’organizzazione di King, la Southern Christian Leadership Conference. Hanno contribuito a fondarla e contribuiscono a gestirla. Si fanno i nomi, e alla loro presenza e attività sono dedicate numerose pagine, le più dettagliate. D’altra parte lo stesso King è un marxista travestito, come Levison ha confidato a Gus Hall, il segretario generale del CP-USA. King ha anche celebrato la figura di W.E.B. DuBois, famoso scrittore e attivista per i diritti civili che si è iscritto al partito alla bella età di 93 anni.

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Vietnam

I comunisti sono anche dietro la svolta di King contro la guerra in Vietnam, una svolta che avrebbe dovuto proiettarlo sulla scena mondiale come un grande leader morale, ma che gli ha procurato anche guai con alcuni sponsor. Comunque sembra proprio che adotti la linea del partito, per esempio durante varie manifestazioni di massa (il partito approva) o a un forum di The Nation (un periodico pieno di filocomunisti), oppure in questo discorso alla Riverside Church a Manhattan dell’aprile 1967.

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Vita personale dissoluta

Qui si va sul piccante peccaminoso. Con i soldi ottenuti dai finanziatori, King ha organizzato incontri e workshops politici in cui si è dato anche alla bella vita, a nottate di alcol e sesso, di prostitute e orge, di omosessualità. Ha una amante fissa in California, da cui ha forse avuto un figlio. Ha avuto affari illeciti con altre donne, fra le quali Joan Baez, la famosa folksinger.

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Doppia vita del premio Nobel

Fino a oggi King ha continuato ad avere una vita segreta di aberrazioni sessuali mentre in pubblico si presenta come un leader morale di vita religiosa. Il che, conclude il rapporto, ne fa un ipocrita. Un ipocrita a cui è stato dato il premio Nobel.

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Categories: Diritti civili

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