Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Le armi private e la costituzione: un eccezionalismo americano?

isqhUlrp948k“Essendo necessaria, per la sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben organizzata, non sarà violato il diritto del popolo di detenere e portare armi”. Costituzione degli Stati Uniti, Secondo emendamento (1791).

Ma insomma, il diritto costituzionale (o preteso tale) degli americani a portare armi, protetto (o così si pretende) dal Secondo emendamento del 1791 – è così straordinario, unico, eccezionale? Non esiste altrove nel mondo? Esiste davvero un American gun exceptionalism dal punto di vista costituzionale? La faccenda è un po’ complicata. In effetti non è usuale che si parli di un diritto dei cittadini alle armi nei moderni testi costituzionali. Non è usuale, ma neanche ignoto. Secondo il Comparative Constitution Project, formule del genere esistono oggi nelle costituzioni di almeno tre stati: Messico, Guatemala e Haiti. E sono esistite storicamente in alcune altre: in otto paesi, soprattutto nell’Ottocento e in America latina. La collocazione temporale e geografica è importante perché nelle Ispano-Americhe post-rivoluzionarie ottocentesche il modello yankee (anch’esso prodotto di una rivoluzione vittoriosa) era influente, faceva scuola. E’ significativo che, fuori del continente, esso si sia riprodotto in Liberia, lo stato fondato in Africa da afro-americani liberi o ex-schiavi provenienti dagli Stati Uniti.

Nel tempo il diritto alle armi è gradualmente evaporato. I mutamenti in Messico aiutano a capire un modello di evoluzione, ed evaporazione, formale di lungo periodo. La prima costituzione federale degli Estados Unidos Mexicanos (questo il nome ufficiale adottato allora), nel 1824, tace sull’argomento. Ma quella del 1857 no. Essa riconosce il “diritto di possedere e portare armi” per sicurezza e autodifesa. Il diritto è generale, senza limitazioni; è elencato fra “i diritti dell’uomo”. La legge poteva stabilire solo quali tipi di arma eventualmente proibire. Le cose cambiano con la costituzione del 1917. Qui si fa una netta distinzione fra il diritto di possedere armi nel proprio domicilio – indiscusso e riconfermato; e quello di portare armi fuori casa – ora soggetto a regole di polizia. Cambiamenti successivi hanno rafforzato quest’ultima clausola, chiarendo che la legge definisce con precisione (e severità) i casi in cui autorizzare il porto d’armi in pubblico. Così stanno le cose nella costituzione attuale, riformata nel 2002. Più o meno così stanno le cose anche negli altri due paesi in cui questo diritto è sopravissuto, Guatemala e Haiti.

Il caso del Messico apre un’altra questione, piuttosto paradossale. Qui il diritto alle armi è stato ed è un diritto personale del cittadino (anche se oggi limitato e regolato). E’ ben diverso da ciò che prevede la lettera e lo spirito originario del Secondo emendamento statunitense: che non afferma un diritto del cittadino bensì del popolo, cioè non di individui bensì di un soggetto corporato; e lo fa a fini militari, cioè ai fini di istituire una “milizia ben regolata”. La costituzione della Liberia del 1847 ne suggerisce l’interpretazione autentica. Scritta da costituenti che dicono di sé We the people of the Republic of Liberia were originally the inhabitants of the United States of North America”,  stabilisce che “il popolo ha un diritto a detenere e portare armi per la difesa comune”. Dove difesa comune è la parola chiave: ed è esattamente in questo senso che lo intendevano i costituenti degli Stati Uniti. Solo più tardi ne è subentrata una lettura individualista, che, si suol dire, è – oh yes, molto yankee. Mentre, in effetti, nel vicino Messico è stata esplicitata e formalizzata fin dall’Ottocento.

Il diritto statunitense è dunque unico in questo: che la sua formulazione è rimasta inalterata dai tempi della Rivoluzione, con le parole di allora. Negli altri paesi in cui è stato storicamente presente ­– paesi che hanno attraversato molti cambiamenti di regime e di carte costituzionali, esso è stato cancellato o limitato e comunque chiarito nel significato. Negli Stati Uniti, che hanno mantenuto una straordinaria continuità costituzionale, non è stato toccato. La sua tendenziale scomparsa altrove è significativa perché, negli ultimi due secoli, il trend dei diritti costituzionalmente protetti (civili, politici, sociali, economici) è stato verso la loro estensione. Estensione di tutti, tranne di questo: che sembra piuttosto il relitto di un’epoca passata. Un anacronismo, insomma – simile al divieto di “acquartierare” soldati in case private in tempo di pace, previsto dal Terzo emendamento statunitense, anch’esso del 1791 e anch’esso ancora in vigore benché dimenticato. Un anacronismo articolato con un linguaggio abbastanza ambiguo da consentirne in contesti del tutto cambiati, forse inevitabilmente, interpretazioni diverse e lontane da quella delle origini. Ma questa è un’altra storia.

Una versione un po’ più lunga di questo testo, con un po’ di note a pié di pagina, è in academia.edu.

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Categories: costituzione, Cultura politica, violenza

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