Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Memorie

Podcast #3: Gli italiani di New York alla guerra delle statue

Nelle guerre sui monumenti, negli Stati Uniti, non si parla solo di distruggere e cancellare, di buttar giù vecchie statue – ma anche di costruire, di innalzarne di nuove. Sempre guerre sono, ma un po’ meno sanguinose. Perché alla fine lo spazio è tanto e insomma, c’è posto per tutti. L’autunno scorso, a Battery Park City, sulla punta di Manhattan, è stato inaugurato il Mother Cabrini Memorial. Questo podcast vi racconta la storia. Oppure cliccate qui:

Continua a leggere →

George Mosse e Harvey Goldberg, sparring partners

L’altra star del dipartimento di storia di allora, a Madison, era George Mosse. Anche lui come Harvey Goldberg in storia europea, anche lui insegnante carismatico con classi affollate e devote, se ricordo bene nelle stesse grandi aule di Agriculture Hall (vedi il mio post precedente). Anche lui ebreo, ma non, come Goldberg, figlio di immigrati del New Jersey, bensì emigré di facoltosa famiglia altoborghese, fuggito dalla Germania nazista giusto in […]

Continua a leggere →

Tutti da Harvey venerdì sera (a lezione di storia)

“Ci vediamo da Harvey, stasera” Non era un appuntamento al pub, e neanche a casa di amici, anche se poi a un party a casa di Harvey si andò. Era l’appuntamento a lezioni di storia che erano anche eventi pubblici, eventi politici e  per molti versi, un po’ scherzando e un po’ no, eventi mondani – con un docente che era una star. Le lezioni di storia francese, di storia sociale […]

Continua a leggere →

Jazz band (piccola storia personale in black & white)

Joyce Marie fu l‘ultima che conobbi del gruppo. Suonò alla porta, scesi ad aprire e rimasi incantato, ancora oggi lo sono quando ci penso. La pelle nera luminosa, il leggero abito azzurro, il sorriso abbagliante – e la voce, la voce, basti dire che era la voce della minuscola jazz band di cui avrei giocato anch’io a fare il groupie. Joyce Marie era il sogno africano di noi maschi di […]

Continua a leggere →

Il mio incontro mancato con Mother Courage, il primo ristorante femminista d’America (dicembre 1977)

Erano i giorni intorno al capodanno 1977-1978 a New York. Con E. appena arrivato dall’Italia decidiamo di provare un ristorante di cui il listing dice “for feminists and their friends” (e noi siamo amici, no?), dove la conversazione rimbalza di tavolo in tavolo ed è più interessante del cibo (vabbe’, non si può avere tutto). Sta sulla W. 11th Street nel Greenwich Village, nel West Village per la precisione. Si […]

Continua a leggere →

My failed encounter with the first feminist restaurant in America, with a short history of Mother Courage Restaurant (1972-1977)

It was the days around New Year’s Eve 1977-1978, in New York City. With E., who had just flown in from Italy, we decided to dine at a restaurant whose magazine listing said “for feminists and their friends” (and we are friends, aren’t we?), where conversation bounces from table to table and is more interesting than food (well, you cannot have it all). The address was W. 11th Street, in […]

Continua a leggere →

“In questa casa noi siamo Democratici”: una preghiera di Thanksgiving, molti anni fa

E’ solo una piccola storia personale, una storia di un Thanksgiving di una quarantina d’anni fa, una storia degli anni 1970s. Sono invitato dai genitori di un amico per il pranzo cerimoniale. A Davenport, Iowa, una città che è parte di un’area metropolitana che si estende anche sull’altra riva del Mississippi, in Illinois, a Moline e Rock Island. Un triangolo industriale e operaio (avete presente i trattori John Deere?) allora investito […]

Continua a leggere →

Fotografie alluvionate di un’estate praghese di 50 anni fa

  Vecchie fotografie di cinquant’anni fa, proprio malridotte. Malridotte alle origini, voglio dire, le uniche sopravissute di una decina di pellicole a un lungo viaggio in autostop. Sarà stata la pioggia, o il sole battente, o quella volta che lo zaino mi cadde tutto dentro uno stagno, sotto un ponte, e ci rimase anche un po’. O chissà. Fatto sta che ci sono questi pochi frammenti che sembrano alluvionati, probabilmente […]

Continua a leggere →

Perché l’uomo è cacciatore: turbamenti sessuali americani del secolo scorso

Si parlava molto di sesso nella International Room delle case dello studente a Madison, Wisconsin, nei primissimi anni 1970s. Se ne parlava, voglio dire, fra noi maschi stranieri, soprattutto se provenienti dal mondo mediterraneo. Un libretto dell’università a noi destinato (fra di noi si diceva, con sarcasmo poco politicamente corretto, destinato a noi stranieri “appena usciti dalla giungla”) ci spiegava, fra tante altre cose, che le ragazze americane sono cordiali […]

Continua a leggere →

Innocenti all’estero. La tua identità religiosa non la decidi tu; la decidono gli altri anche se tu, innocentemente, pensi di non averla.

Fine giugno 2014. Il tassista che mi porta da Tel Aviv a Gerusalemme, chiacchierando in inglese, usa la parola “Palestinian”. Questo mi mette un po’ sull’avviso, mi pare che in genere gli israeliani ebrei dicano “Arab”. O forse no? Comunque ora parla al cellulare sia in ebraico che in arabo, e allora chiedo. ¶ Sì, è un palestinese di Gerusalemme Est, di quelli che dopo il 1967 hanno la residenza permanente. […]

Continua a leggere →