Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Trump, il lato oscuro dell’America

Pubblicato su ytali.com del 5 settembre 2017 Se non avesse il suo lato oscuro, la società americana non sarebbe una società di esseri umani. E infatti, come tutte le congregazioni umane del mondo, ce l’ha e con una storia ben tracciabile. Tracciarne la storia in maniera rapida ed efficace è il lavoro di Teodori in “Ossessioni americane. Storia del lato oscuro degli Stati Uniti” (Marsilio, agosto 2017, 160 pp.) nel […]

Continue Reading →

Siamo “diventati” razzisti? Il contesto è tutto

Insomma, noi italiani, siamo “diventati” razzisti? Credo che la domanda sia mal posta. (Quasi) nessuno di noi è razzista e tutti lo siamo, siamo almeno portatori del virus del razzismo. Dipende dai contesti. Me la racconto così: siamo tutti razzisti quando entriamo in contatto territoriale con altri che non ci assomigliano: in maniera rapida (vent’anni fa era diverso), massiccia (grandi numeri, sempre più grandi), competitiva che ci appare aggressiva (che […]

Continue Reading →

Trionfo, resistenza e declino dei monumenti confederati

Pubblicato anche su ytali.com del 30 agosto 2017 La cronologia del destino dei monumenti confederati rispecchia molto da vicino lo stato delle relazioni razziali, certo nel Sud ma anche nell’intero paese. Il timeline preparato dal Southern Poverty Law Center (qui sotto) è chiaro in proposito. Il successo e il controverso declino della canonizzazione degli sconfitti della Guerra civile coincide con importanti date nella memoria pubblica della guerra stessa, date istituzionali […]

Continue Reading →

DuBois (1928): Un monumento a Robert E. Lee? Una monumentale sciocchezza

W.E.B. DuBois, il più importante intellettuale afro-americano della prima metà del Novecento, storico e attivista per i diritti civili, pubblica questo articolo nel marzo 1928 sulla rivista che dirige, The Crisis (che è l’organo della National Association for the Advancement of Colored People, NAACP). Il titolo originale è “Robert E. Lee”. Il 19 gennaio è l’anniversario della nascita di Lee. ¶ Ogni anno il 19 gennaio si ripete il tentativo […]

Continue Reading →

Jazz band (piccola storia personale)

  Joyce Marie fu l‘ultima che conobbi del gruppo. Suonò alla porta, scesi ad aprire e rimasi incantato, ancora oggi lo sono quando ci penso. La pelle nera luminosa, il leggero abito azzurro, il sorriso abbagliante – e la voce, la voce, basti dire che era la voce della minuscola jazz band di cui avrei giocato anch’io a fare il groupie. Joyce Marie era il sogno africano di noi maschi […]

Continue Reading →

Trump ha nominato ventisette giudici federali – altro che non far niente

In questi suoi primi duecento giorni da presidente, che sembrano tanto vuoti di successi, una cosa importante Donald Trump l’ha fatta: ha nominato un sacco di giudici federali. Sappiamo tutti del riuscito insediamento di Neil Gorsuch nel seggio della Corte suprema lasciato vacante, un anno fa, dalla morte del giudice conservatore Antonin Scalia. Lo sappiamo perché la lunghissima vacanza è stata uno scandalo politico, con il Senato repubblicano che ha […]

Continue Reading →

1917: l’alba del “secolo americano”

Una versione diversa, più breve sarà nel numero 126 de “Il Grandevetro” Fra gli eventi straordinari che nel 1917 irrompono nella nostra storia, annunciando una nuova epoca carica di promesse di cambiamento, di speranze di pace, di enormi sconvolgimenti, di terribili violenze, c’è l’ingresso nella Grande guerra degli Stati Uniti d’America. Quando il Congresso di Washington, il 6 aprile di quell’anno, dichiara guerra alla Germania, anzi al governo imperiale tedesco, […]

Continue Reading →

Sinfonia di terrore, danza di morte (la Grande guerra)

“Rosalie, Rosalie! Rosalie is the Nickname of the French Bayonet” Per il momento non ho molto da aggiungere a quello che si vede. Gli acquerelli di Claggett Wilson (1887-1952), un pittore di cui non ho mai sentito parlare (non sono il solo, sembra), considerato uno dei primi modernisti americani, colpiscono sotto la cintura per intensità e immediatezza. I suoi squarci ravvicinati di scene di guerra – della Prima guerra mondiale, […]

Continue Reading →

“Italiano? Lo sapevo che non eri bianco!”

Samuele F.S. Pardini, In the Name of the Mother: Italian Americans, African Americans, and Modernity from Booker T. Washington to Bruce Springsteen (Dartmouth College Press, 2017). Di questo bel libro, con una bellissima foto di copertina, pubblico la prima pagina dell’Introduzione e l’ultimissima pagina del testo. Quello che sta nel mezzo potete leggerlo qui. Samuele, prima delle cose che è diventato dopo (è professore associato a Elon University), è stato un […]

Continue Reading →

Da Watergate ai moderni mass media conservatori – o almeno a Fox News

Lo scandalo Watergate fu un trauma nazionale. Il suo impatto fu accentuato dalla contemporanea, lunga, estenuante crisi vietnamita che si stava concludendo senza gloria. In molti cittadini si confermò la convinzione che i governanti, proprio come era accaduto per la guerra in Vietnam, mentissero sempre; che di loro non ci si potesse fidare, mai. Era grottesco dover sentire in televisione il presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, “Tricky Dicky”, dire: […]

Continue Reading →