Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Gesù, John Wayne e la pandemia: seconda puntata

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 Map of religious exemption to stay-at-home orders due to the coronavirus. Updated on April 9, 2020.

Il tele-predicatore evangelico Jonathan Shuttlesworth della Revival Today TV, in Pennsylvania, ci ha rispensato. Aveva promesso (vedi il mio post precedente) di organizzare un grande raduno religioso di massa per Pasqua, un raduno all’aperto, “tipo Woodstock”. Per protestare contro gli ordini o i consigli delle autorità civili di stare in casa e di sospendere le funzioni religiose, per protestare contro l’arresto e la multa di un suo collega in Florida per aver disobbedito a degli ordini locali di questo tipo. Aveva chiamato “checche” o “senza palle” i colleghi che chiudono le chiese e optano per servizi religiosi in streaming. Aveva pure detto che gli Stati Uniti (o forse solo gli stati “rossi”, cioè repubblicani) sarebbero stati protetti dalla pandemia grazie al presidente Trump che, a differenza di Obama, onora Israele.

Ci ha ripensato su almeno una di queste cose, quella pratica. Ovvero ha cambiato strategia di resistenza. La Woodstock cristiana convocata per domenica 12 aprile, infatti, rispetterà alcune delle nuove regole dei tempi eccezionali. Inviterà le persone a uscire di casa, non a stare a casa. Ma avrà il carattere di un cinema drive-in, si andrà in automobile e ciascuno resterà nella sua automobile, a distanza di sicurezza – “per aderire alle raccomandazioni governative sul social distancing”. Naturalmente sarà, come recita il poster di convocazione riprodotto qui sotto, “La migliore domenica di resurrezione dopo quella originale”. E pazienza per la protesta virile, per la disobbedienza civile con le palle, per le pose da Guerriero di Cristo. Anche il reverendo Shuttlesworth, alla fine, è andato per avvocati.

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La questione potrebbe infatti investire il principio costituzionale di libertà religiosa, il Primo emendamento del Bill of Rights. In effetti, malgrado le lamentele di Shuttlesworth, lo “stay-at-home order” della Pennsylvania per il mese di aprile consente  alle “organizzazioni religiose” di continuare le loro “operazioni fisiche”. Ma il linguaggio è vago, non definisce nessuna di queste espressioni, e quindi non si capisce che cosa esattamente il reverendo possa fare o non fare. Qualche giorno fa il Center for American Liberty, una organizzazione libertaria di matrice repubblicana (uno dei suoi claim: difendere i diritti civili degli americani ignorati dal civil rights establishment) ha chiesto al governatore democratico Tom Wolf di chiarire la faccenda alla svelta. Promettendo che, qualora le autorità non rispondano, o rispondano senza riconoscere la libertà religiosa del pastore, ci sarà una denuncia formale.

Anche il pastore arrestato (per qualche ora) e multato a Tampa, in Florida, il reverendo Rodney Howard-Browne, ha fatto un passo indietro, benché lo stato in qualche modo lo abbia confortato nelle sue convinzioni. Lo “stay-at-home order” esecutivo emesso dal governatore della Florida, il repubblicano Ron DeSantis, esenta con più chiarezza della Pennsylvania i servizi religiosi, quelli di persona, “in chiese, sinagoghe e luoghi di culto”. Le autorità locali di Tampa, che avevano proceduto contro il pastore in nome delle loro norme più rigide, sono state superate e le procedure d’accusa sono diventate prive di senso. Il reverendo Howard-Browne ha comunque dichiarato di voler sospendere i servizi domenicali in genere, e forse, chissà, anche quello della domenica di Pasqua. Per prudenza, per calmare gli animi.

Gli stati in cui i servizi religiosi di massa possono continuare a essere operativi sono parecchi, forse la metà, secondo calcoli diversi (e che non intendo verificare) della CNN, della rete televisiva CNBC e infine di Religious News Service. In alcuni stati perché non ci sono ordini generali di lockdown, in altri perché sono considerati servizi essenziali e quindi esentati, con maggiore o minore chiarezza. Si è visto in Florida, ma anche in Texas, gli ordini esecutivi statali hanno messo a tacere quelli locali, magari più rigorosi; in altri stati c’è un partchwork di ordinanze locali. S’è visto in Pennsylvania, ma anche in Michigan, il linguaggio delle misure è tutt’altro che preciso, non si capisce bene cosa vieti e cosa no. Ci sono stati, South Carolina, Alabama, in cui i governatori hanno fatto liste non delle attività esonerate bensì delle attività non essenziali da chiudere, senza includervi esplicitamente quelle religiose. Ci sono stati, New Hampshire, Mississippi, in cui è richiesto alle attività esonerate di rispettare il social distanzino suggerito dal Centers for Disease Control federale, altri che tacciono.

La confusione è considerevole.

E’ il federalismo, bellezza.

Il federalismo senza una decisa leadership nazionale.

Comunque, in tutto il paese molte denominazioni religiose (cristiane e non cristiane) hanno chiuso le porte volontariamente, sia pure con discussioni e dissensi interni.

Categorie:Americanismo, religione, Storie

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