Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Il copkiller di Baton Rouge invita alla reazione violenta contro l’oppressore (come fece a suo tempo George Washington)

Schermata 2016-07-18 alle 19.47.34Il presunto killer dei tre poliziotti di Baton Rouge di ieri, domenica 17 luglio, è stato identificato come Gavin Long, un ex marine di 29 anni di Kansas City, Missouri. Leggo sul New York Times e sul Los Angeles Times che potrebbe essere lo stesso Gavin Long che ha registrato un sito web (qui) con il nome di Cosmo, dove dispensa consigli sul successo, la salute, la trasformazione spirituale, il sesso, la manhood dei maschi alfa e la difesa dei propri diritti – “gli unici diritti che hai sono quelli che sei disposto a difendere”.

Potrebbe essere lo stesso Gavin Long che si vede in questo video Youtube (qui) datato 10 luglio 2016 e intitolato “Convos With Cosmo on Protesting, Oppression, and how to deal with Bullies” e cioè più o meno “Conversazioni con Cosmo su proteste, oppressione e come trattare con i prepotenti”.

Nel video l’uomo dice di essere appena arrivato a Dallas, casualmente pochi giorni dopo l’assassinio dei cinque poliziotti del 7 luglio scorso. E poi continua dicendo cose così, nel mio italiano stentato che traduce alcuni passaggi della sua tirata (più sotto c’è la stentata trascrizione degli originali inglesi).

Prendi per esempio la festa che è appena passata, il giorno dell’indipendenza. Independence Day si fonda su George Washington e gli americani che si battono contro il loro oppressore, la Gran Bretagna, e noi celebriamo questa cosa, gli diciamo che sono nel giusto, capisci? Ma quando un africano si batte contro il suo oppressore, allora ha torto… Ogni volta che un europeo si batte contro il suo oppressore, ha ragione, ma non appena un africano cerca di fare lo stesso… Come mai è così?

Il cento per cento delle rivoluzioni, delle reazioni delle vittime contro i loro oppressori, delle vittime contro i prepotenti, 100% hanno avuto successo tramite la reazione violenta, tramite lo spargimento di sangue. Con la semplice protesta, ad aver successo sono state esattamente zero. Non funziona – non ha mai funzionato e mai funzionerà. Devi reagire, contrattaccare. E’ l’unico modo che il prepotente capisce per fermarlo. … Non capisce le parole, ti assicuro, non capisce la protesta…

Devi far valere i tuoi diritti, proprio come ha fatto George Washington, proprio come hanno fatto gli altri ribelli bianchi di cui parlano, non so se mi capisci, e che noi celebriamo e onoriamo… E’ quello che ha fatto Nat Turner. E’ quello che ha fatto Malcolm. Devi far valere i tuoi diritti. Devi sacrificarti.

Ed ecco la stentata trascrizione dell’originale inglese.

Say for instance the holiday that just passed, Independence Day. Independence Day is really based on, say, George Washington and the Americans fighting against their oppressor, Britain, and we celebrate that, we tell them they’re right, you get it? But when an African fights back he’s wrong… But every time a European fights back against his oppressor, he is right, but as soon an African tries to fight back… Why is that?

One hundred percent of revolutions, of victims fighting their oppressors, of victims fighting their bullies, 100% have been successful through fighting back, through bloodshed. Zero have been successful just over simply protesting. It doesn’t — it has never worked and it never will. You got to fight back. That’s the only way that a bully knows to quit. … He can’t understand words, I promise you, he doesn’t understand protest…

You’ve got to stand on your rights, just like George Washington did, just like the other white rebels that they say, you know what I mean, and we celebrate and salute… That’s what Nat Turner did. That’s what Malcolm did. You got to stand, man. You got to sacrifice.

Categories: violenza

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