Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Baltimore Mom, il dibattito infuria

ny-post-cover-baltimoreIl dibattito infuria, nei media e nei social media americani, sul video virale della madre afro-americana che mena un po’ il figlio durante i disordini di Baltimora (vedi un post precedente). Ed è ovviamente un dibattito che più politico e generale non si può, anche quando – soprattutto quando è immediato, personale e localizzato. Compongo qua sotto una piccola antologia di alcuni commenti.

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Nella gara per Madre dell’Anno, abbiamo una vincitrice. Quella donna è l’eroina dei riots. Si chiama far bene i genitori, gente. Fare i genitori alla buona vecchia maniera, terra-terra, senza fronzoli e senza accampare scuse. Il lato triste della faccenda è che, di questi tempi, se ne vede così poco in giro che non lo riconosciamo più.

Perché l’America sta celebrando le botte a un ragazzo nero? La violenza della madre non lo terrà al sicuro. Questa celebrazione riflette la convinzione che i giovani neri siano per natura problematici, criminali e fuori controllo. Il video convalida l’idea che i padri neri siano assenti, e che l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è una mamma arrabbiata che metta in riga un giovanotto arrabbiato – e tutto andrà per il meglio.

Questa madre fa esattamente ciò che il sistema suprematista bianco richiede da lei: partecipare al processo di disumanizzazione dei ragazzi neri.

La gente è contenta di vedere un genitore responsabile che affronta un figlio indisciplinato e controlla il suo comportamento. Qualunque cosa si pensi della supremazia bianca, disordini violenti come questi non sono posti per un ragazzo (o per chiunque).

Si è comportata come ogni genitore responsabile. La mia domanda è, quanto è davvero responsabile, una madre single con 6 figli?

Capisco quanto sia arrabbiata, ho figli neri anch’io. Certo non voglio che i poliziotti gli sparino (uno è morto di Aids qualche anno fa). Ma li incoraggio sempre a dire la loro, a far sentire la loro voce.

Mentre l’America vede le azioni di una madre, voi vedete solo il colore della pelle.

Ho visto questa madre ridotta da persona a strumento e usata per difendere stereotipi razzisti e parole di dileggio. Improvvisamente, è diventato okay per i bianchi esprimere opinioni odiose su queste proteste perché, vedi? questa signora è d’accordo con me!

Ecco che cosa succederà: il giovanotto diventerà lo zimbello dei suoi pari, sarà deriso e perderà il loro rispetto per essersi fatto schiaffeggiare in pubblico da Mama. Cercherà di dimostrare la sua “mascolinità” entrando in una gang, rubando, spacciando droga, mettendo incinta una ragazza.

Non giustifico il maltrattamento dei figli (ed è chiaro dal video che, almeno in questo caso, il ragazzo non si è fatto davvero male), ma talvolta bisogna agire “con ogni mezzo necessario” e, in questo caso, sto dalla parte della madre.

Non si può combattere l’oppressione con più oppressione. Non c’è nulla di educativo nel picchiare un figlio. Niente.

La cosa più potente di questo video non è lei che colpisce il figlio, è quell’espressione di panico e determinazione nel viso della madre che protegge il figlio, succeda quel che succeda; dalla polizia, dalla violenza circostante, da se stesso.

E’ interessante che il figlio non risponda. Il ragazzo rispetta la madre. Si capisce da come reagisce, da come l’ascolta.

Se l’avesse tirato su meglio , non avrebbe avuto bisogno di fare quello che ha fatto.

Si da per scontato che i genitori poveri siano cattivi genitori, e ci sentiamo giustificati nel giudicarli a nostro piacimento.

In altre circostanze, i commentatori avrebbero tirato fuori le statistiche che mostrano come i neri disciplinino fisicamente i figli più dei bianchi e siano quindi patologici per natura. Qualche cittadino avrebbe chiamato la polizia e l’avrebbe denunciata per maltrattamento di minori e l’avrebbero messa in galera e il figlio sarebbe finito in affidamento.

Se si fosse trattato di madre e figlio bianchi, la polizia l’avrebbe arrestanta per maltrattamento di minori.

E’ terribile che la paura di una donna per la sicurezza del figlio sia sfruttata e manipolata in un messaggio distorto su cosa significa essere buoni genitori. Ma! Scommetto che una madre proletaria bianca in una simile situazione sarebbe stata vista allo stesso modo. Dubito che sarebbe accaduto a una madre middle-class.

Se avessi schiaffeggiato mio figlio per ogni protesta a cui ha partecipato, a quest’ora sarebbe cerebroleso. [Qui devo dire: nota scrittrice e saggista bianca molto di sinistra con figlio noto giornalista molto di sinistra.]

I figli bianchi middle-class hanno prospettive di carriera molto più sicure, anche se passano qualche notte in carcere [Qui devo dire: commento mio.]

Categories: Diritti civili, violenza

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