Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Confini, frontiere, terre di confine negli Stati Uniti (conferenza in video per Palazzo Blu)

La mia conferenza a Palazzo Blu, che avrebbe dovuto esserci e che invece non ci fu. Qui in un video di 30 minuti, con un po’ di figure – prodotto da Palazzo Blu appunto.     Gli Stati Uniti hanno, come tutti, dei confini statuali. Perché nella loro storia hanno elaborato un’idea di frontiera [Frontier] che sembra contradittoria con quella di confine [border]? Laddove la frontiera indica un’area di mobilità, […]

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Le conseguenze dei race riots

I race riots nelle città americane sono spesso affari piuttosto limitati. I media parlano in genere di qualche migliaio di dimostranti pacifici, ma i partecipanti agli incidenti veri e propri, gli scontri attivi con la polizia, gli assalti a proprietà private e i saccheggi, sono qualche centinaio. Se si guardano con attenzione i video (ricordo di averlo fatto ai tempi della “rivolta” di Ferguson, in Missouri, qualche anno fa, ora a […]

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Una democrazia postale?

In una situazione d’emergenza come quella creata dalla pandemia, il voto per posta sembra una soluzione ragionevole per evitare pericolosi affollamenti di corpi ai seggi elettorali. Nell’ultimo numero della New York Review of Books, David Cole (che è consigliere legale della ACLU e professore di diritto a Georgetown University) invoca la necessità di una “democrazia postale”: per ragioni eminentemente pratiche e contingenti, direi, come molti fanno in queste settimane. E […]

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Per avere un “Hamilton moment” ci vogliono tipi come Alexander Hamilton

Per avere un Hamilton moment ci vuole un tipo come Hamilton. Ci vogliono dirigenti tipo Alexander Hamilton. E qui, sia chiaro, si parla di storia americana. Cioè di come gli Stati Uniti delle origini comincino a trasformarsi da una serie di stati indipendenti legati da un debole patto confederale (frutto e retaggio di una guerra) in una federazione con un governo centrale vigoroso, qualcosa che assomigli a un governo nazionale. Perché […]

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Rinviare le elezioni? Ma no, votare per posta

E allora, se non si può spostare la data delle elezioni, che cosa si può fare per votare in sicurezza nel bel mezzo o magari, chissà, ai margini comunque pericolosi di un pandemia? Il giorno delle elezioni, per come lo conosciamo secondo tradizione, sarebbe un giorno di assembramenti di corpi, di contatti fisici, una festa civica collettiva – che diventerebbe anche una festa per le peggiori intenzioni del coronavirus (sembra che […]

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Rinviare Election Day? Missione improbabile

Donald Trump non può rinviare le elezioni presidenziali. Potrebbe farlo in qualche modo il Congresso, e se lo facesse, superando le incertezze e le complicatezze del caso, ciò potrebbe avere effetti piuttosto paradossali, tipo – una provvisoria presidenza Pelosi? “Crazy Nancy”? “That bad woman”? Ma è fantapolitica, almeno finché non diventa politica reale. La data delle elezioni non è faccenda che riguardi il presidente degli Stati Uniti. Essendo scritta non nella […]

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Winston Churchill 1940: da soli se necessario, cioè con l’impero e, speriamo, con le ex colonie nord-americane

Settantacinque anni fa, questi sono i giorni della vittoria alleata in Europa. Ottanta anni fa, a cominciare dal 10 maggio 1940, queste sono le settimane in cui la Germania hitleriana lancia la grande offensiva sul fronte occidentale, travolge la Francia, costringe i britannici a lasciare il continente, arriva a Parigi. Si combattono e concludono la Battaglia di Francia e la Battaglia di Dunkirk, si annuncia la Battaglia d’Inghilterra. In tre […]

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La seduzione dei corpi affollati nella strada (Nathaniel Hawthorne, 1851)

L’attrazione morbosa di certi osservatori per i corpi che si affollano nello spazio urbano? Corpi alieni e seducenti, corpi burini e vivi protagonisti di uno spettacolo di massa vivo e plebeo, comunque da tenere a distanza?  Se ne trova un esempio intenso in alcune pagine di La casa dei sette abbaini, il romance gotico di Nathaniel Hawthorne del 1851. Dalla dignitosa ma decadente casa di famiglia del titolo, il vecchio Clifford […]

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Roosevelt nel 1936: Sono un vero conservatore perché sono un liberale riformatore

Discorso del presidente Franklin D. Roosevelt alla convenzione statale del partito democratico, stato di New York, Syracuse, 29 settembre 1936. [E’ necessario ricordare che dire, nel 1936, “Abbiamo dimostrato che la democrazia funziona” era una sfida e non una constatazione? Mentre i regimi democratici crollavano uno dopo l’altro? E che scommettere sul riformismo sociale  del New Deal era appunto una scommessa? Mentre si parlava di crisi finale del capitalismo?] ¶ Abbiamo […]

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Successi e sconfitte del “mio” socialismo americano, quello molto pratico del Wisconsin

Qualche settimana fa mi è ricapitata sotto gli occhi una considerazione di Daniel Bell a proposito del socialismo negli Stati Uniti, o meglio a proposito della sua incapacità di mettervi radici. Il movimento socialista, dice Bell in questo libro quasi settantenne (Marxian Socialism in the United States, 1952), ha fallito in America perché era “nel mondo ma non del mondo”: pur cercando di essere parte della vita pubblica americana non ne ha […]

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