Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

L’uomo in bilico va alla guerra, finalmente (Saul Bellow)

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Dal primo romanzo di Saul Bellow, L’uomo in bilico (il titolo originale è Dangling Man, 1944), copio alcuni passaggi delle ultime pagine, e il finale anche in inglese. E’ il diario di un uomo che sta per partire militare negli anni della Seconda guerra mondiale. La traduzione è di Giorgio Monicelli per la cara vecchia Medusa Mondadori (1953), una collana di cui Giorgio, fratello maggiore del regista Mario Monicelli, era fondatore e direttore. Giorgio aveva anche fondato e diretto la rivista Urania e, scopro ora, aveva coniato il neologismo italiano “fantascienza”, calco di science fiction – ma questa è un’altra storia.

 

Il postino stava mettendo una lettera nella cassetta e vedendomi si mise a farmi energici cenni di richiamo, passandosi un dito di traverso alla gola. M’era arrivata la cartolina precetto. Dovevo presentarmi il giorno 9. L’esame del sangue doveva aver luogo lunedì. Tolsi le carte dalla busta e le misi sulla toilette, dove Iva potesse vederle, appena tornata a casa.

Generale senso di soddisfazione. Come ha detto il vecchio Almstadt, dato che dovevo andare, tanto valeva farlo subito e non pensarci più. E anche mio padre ha detto: “Be’, almeno non avrai da aspettare”.

Iva mi ha messo insieme varie cosette che pensa mi saranno necessarie sotto le armi: il mio rasoio, alcuni fazzoletti, una penna stilografica e un blocchetto di carta, il pennello per la barba. Non mi prenderò i soliti dieci giorni di licenza. Preferirei risparmiare questo periodo di tempo per poterlo usare in seguito, se sarà possibile. Iva, naturalmente, la ritiene una prova di freddezza da parte mia. E’ semplicemente che non voglio più indugi, rinvii, proroghe o ritardi.

Questo è il mio ultimo giorno da borghese. Iva m’ha fatto le valige. E’ evidente ch’ella vorrebbe vedermi far mostra di un po’ più di dolore per la mia partenza. Per amor suo, lo vorrei anch’io. E mi dispiace moltissimo di lasciarla, ma non di lasciare tutto il resto. Non sono più responsabile di me stesso, e questo mi fa molto piacere. Sono in altre mani, affrancato da ogni dovere di decidere di me stesso, liberato dalla libertà.

Urrà per il regolamento!

E per il paternalismo!

Evviva l’irregimentazione!

This is my last civilian day. Iva has packed my things. It is plain that she would like to see me show a little more grief at leaving. For her sake, I would like to. And I am sorry to leave her, but I am not at all sorry to part with the rest of it. I am no longer to be held accountable for myself: I am grateful for that. I am in other hands, relieved of self-determination, freedom cancelled.

Hurray for regular hours!

And for the supervision of the spirit!

Long live regimentation!

Categories: Guerra

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