Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Hollywood sovietica! (The North Star, 1943)

northstarQuando Hollywood era non solo anti-fascista ma anche filo-sovietica, e naturalmente gli Stati Uniti erano alleati di zio Joe Stalin, si producevano film come The North Star (1943). Senza risparmi. Il cast è stellare, Anne Baxter, Dana Andrews, Walter Huston, Walter Brennan e altri, con la partecipazione straordinaria di Eric von Stroheim nel suo ruolo preferito. E stellari sono i nomi dei confezionatori: Samuel Goldwyn alla produzione, Lewis Milestone alla regia, Lillian Hellman alla sceneggiatura, Aaron Copland e Ira Gershwin a musica e parole. Se volete vederlo, la versione originale è su Youtube.

La storia è più o meno questa. Nell’estate 1941 un villaggio sovietico in Ucraina, che è anche una fattoria collettiva, conduce vita felice finché non è occupato dagli invasori tedeschi. I quali fanno le solite cose da nazisti, provocando la reazione della popolazione, la resistenza, la resistenza armata dei giovani, l’attacco dei partigiani guerriglieri a cavallo, l’inizio della lotta di liberazione. Fra le cose da nazisti che fanno i tedeschi, c’è il medico (von Stroheim, indovinato!) che usa i ragazzini locali per fare trasfusioni di sangue ai suoi soldati feriti, e alcuni ragazzini muoiono. Il medico locale (Walter Huston) alla fine farà vendetta.

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Il film è pura propaganda, godibile per molti versi, soprattutto se si dimentica quanto sangue costò la collettivizzazione forzata dell’agricoltura in Ucraina. L’uso ricorrente della parola “compagno”, la canzone “Song of the Guerrillas” di Copland e Gershwin, l’idillica vita socialista nel villaggio-fattoria prima della tempesta. Vita troppo idillica persino per la sceneggiatrice Hellman, che prese le distanze dal film, si dice che volesse ritirare il suo nome dai credits, pubblicò il suo screenplay originale per mostrare le differenze. Secondo Hellman in certe parti il film era “una lunga opera bouffe popolata da personaggi da commedia musicale”.

Aveva ragione. A parte un po’ di paesaggi e qualche costume, talvolta sembra proprio di essere in una horse opera western, non dico Sette spose per sette fratelli ma qualcosa del genere. La cosa curiosa è che i confezionatori del film la sapevano certo più lunga, avranno ben avuto un’idea più realistica dell’ambiente, per esperienza diretta o famigliare. Erano tutti ebrei dell’Europa orientale, nati proprio lì (Goldwyn a Varsavia, Milestone in Moldavia) o figli di immigrati (Copland e Gershwin); solo Hellman aveva un rapporto un po’ più distante. Ma chiaramente qui agivano come figli di Hollywood e dei suoi manierismi.

The North Star arrivò in Italia nel 1949 con il titolo Fuoco a oriente, e non so che ricezione abbia avuto, in generale. Certo fu accolto con entusiasmo dal quotidiano comunista L’Unità, che non poté fare a meno di osservare: “Stupisce oggi che un film simile sia uscito dagli stabilimenti hollywoodiani, dove affannosamente si stanno ora realizzando film per la propaganda di guerra contro l’Unione Sovietica; ma allora, nel 1943, ben diversa era la situazione politica. Gli alleati «occidentali» avevano bisogno del grande alleato orientale ed eccezionalmente i «trusts» permisero ad alcuni produttori di realizzare qualche film sereno ed obiettivo sul popolo russo”.

E infatti, come ricorda L’Unità stessa, con l’arrivo della Guerra fredda il film (insieme a film simili dello stesso periodo, Mission to Moscow, Song of Russia, Days of Glory e altri) fu preso a male parole dal comitato della Camera per le attività anti-americane, il celebre HUAC. A The North Star capitò anche di essere rieditato nel 1957 con il titolo Armored Attack – trasformato, leggo in vari luoghi, in un film anti-sovietico da cui sono scomparse molte scene e la parola “comrade”, e che finisce con la rivolta ungherese del 1956. Non l’ho visto, quindi non chiedetemi come abbiano fatto a farlo.

L'Unità, 20 marzo 1949

L’Unità, 20 marzo 1949

Vale la pena di ricordare come ci sia un film hollywoodiano più recente, Red Dawn (Alba rossa, 1984) di John Milius, che di The North Star riprende la struttura narrativa rovesciando le parti in commedia. Questa volta sono i sovietici a invadere e occupare gli Stati Uniti (con l’aiuto di cubani e nicaraguensi) ed è un gruppo di giovani americani, in una cittadina di provincia, che si dà alla macchia e alla resistenza armata.

Categories: cinema, Guerra fredda

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