Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

John McCain (sì, quel John McCain) rende onore a un comunista

Batallón_LincolnQualche settimana fa è apparso sul New York Times il necrologio di Delmer Berg – l’ultimo combattente ancora in vita della Abraham Lincoln Brigade che negli anni trenta partecipò alla guerra civile spagnola, in difesa della repubblica contro il golpe franchista. Berg aveva la bell’età di 100 anni, aveva fatto l’operaio e il sindacalista, l’attivista per i diritti civili e contro la guerra in Vietnam. E soprattutto, come molti dei 3000 volontari americani della Brigata Lincoln (la XV Brigata Internazionale), era comunista. Anzi, come dice il necrologio, era un “unreconstructed Communist”, un comunista non pentito da quando aveva aderito al partito nel 1943.

L’altro giorno un op-ed dello stesso New York Times ha reso ulteriore omaggio a Berg, e a farlo è stata una firma per molti versi improbabile, sorprendente, quella del senatore repubblicano (e candidato alla presidenza nel 2008) John McCain. Il titolo del suo articolo nella versione cartacea è “The Good Soldier”, nella versione online è più impegnativo, “Salute to a Communist”. E’ l’onore delle armi di un vecchio soldato a un altro ancora più vecchio? Di un sopravvissuto a un altro sopravvissuto di un mondo che non esiste più (come forse si sente McCain fra i repubblicani di oggi)? Magari è un tributo alla potenza della fiction assorbita in giovane e impressionabile età.

Vale la pena di leggerne la parte conclusiva.

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Non tutti gli americani che combatterono nella Brigata Lincoln erano comunisti. Molti lo erano, compreso Delmer Berg. Altri erano venuti giusto per combattere i fascisti e difendere la democrazia. Anche molti comunisti, come il signor Berg, erano convinti di essere in primo luogo dei freedom fighters, dei combattenti per la libertà disposti a sacrificare la vita in un paese di cui sapevano poco, per un popolo che non avevano mai incontrato.

Potete considerarli dei romantici, combattenti in una causa persa per qualcosa di più grande del loro interesse personale. E anche se uomini come il signor Berg si identificavano con una causa, il comunismo, che aveva inflitto molta più miseria di quanta ne avesse alleviato – e che aveva asservito la dignità umana allo stato – ho sempre avuto ammirazione per il loro coraggio e il loro sacrificio in Spagna.

L’ho sempre avuta da quando avevo 12 anni, leggendo “Per chi suona la campana” di Hemingway nello studio di mio padre. Era il mio romanzo preferito, e il suo eroe, Robert Jordan, l’insegnante del Midwest che combatte e muore in Spagna, divenne il mio eroe letterario preferito. Nel romanzo, Jordan comincia a vedere la futilità della causa. Guarda con scetticismo alla sua leadership, è diffidente dei militanti sovietici che cercano di appropriarsene.

Ma nella scena finale del libro, un Jordan ferito sceglie di morire per salvare la povera gente spagnola a fianco della quale e per la quale ha combattuto. E la sua causa non è più uno scontro di ideologie, ma un nobile sacrificio per amore. “Il mondo è un posto magnifico e vale la pena di combattere per esso”, pensa mentre attende la morte, “e a me secca molto di lasciarlo”. Ma lo lascia. Spontaneamente.

Il signor Berg andò in Spagna quando era molto giovane. Combatté in alcune delle più importanti battaglie della guerra. Fu ferito. Vide morire i suoi amici. Sapeva di aver affidato la sua vita a una causa persa, per gente che non conosceva ma verso la quale si sentiva obbligato, e non l’abbandonò. Poi tornò a casa, si mise a lavorare e combatté per le cose in cui credeva per il resto della sua lunga vita.

Non mi riconosco nella maggior parte delle cose in cui credeva il signor Berg, eccetto questa. Credo, come ha scritto John Donne, che “nessun uomo è un’isola, intero in se stesso”. E’ piuttosto “un pezzo del continente”. E credo che “ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell’umanità” [La citazione di Donne è in esergo al romanzo di Hemingway, ndr].

Così era il signor Berg. Non aveva bisogno di chiedere per chi suona la campana. Sapeva che suonava per lui. E io gli rendo onore. Riposi in pace.

Categories: Guerra, Movimento operaio

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