Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Innocenti all’estero. La tua identità religiosa non la decidi tu; la decidono gli altri anche se tu, innocentemente, pensi di non averla.

1869_captionFine giugno 2014. Il tassista che mi porta da Tel Aviv a Gerusalemme, chiacchierando in inglese, usa la parola “Palestinian”. Questo mi mette un po’ sull’avviso, mi pare che in genere gli israeliani ebrei dicano “Arab”. O forse no?

Comunque ora parla al cellulare sia in ebraico che in arabo, e allora chiedo.

Sì, è un palestinese di Gerusalemme Est, di quelli che dopo il 1967 hanno la residenza permanente. Quindi, mi spiega, non è cittadino israeliano. Però può votare alle elezioni municipali, paga le tasse, ha diritto all’assistenza sanitaria statale. Soprattutto, a differenza degli israeliani, può circolare sia in Israele proper che in tutti i territori palestinesi, “un gran vantaggio per il mio business”, dice. La sua carta d’identità è uguale a quella israeliana, ma alla voce “nazionalità” non c’è scritto niente.

Per viaggiare all’estero? Ha il passaporto giordano.

Scherza su questo guazzabuglio di identità burocratiche, ma di una cosa è sicuro: è musulmano e non ci sono ulteriori qualificazioni da dare.

Poi chiede a me. Che sono italiano l’ha capito, ma vuole un’altra conferma: cristiano.

Eh.

Che gli dico?

Non è come se me lo chiedessero a casa, magari di fronte o persino dentro a una chiesa romanico-pisana. Posso dargli una risposta complicata? Oppure dirgli “non credente”? Agnostico? Dio non voglia, ateo? Nessuna religione?

Gli importano davvero queste quisquiglie?

Gli importa qualcosa del mio rapporto personale con quelle robe lì?

Forse vuol solo sapere, italiano cristiano o italiano ebreo?

Posso dargli la mia risposta americana standard? “I was raised Catholic”, lasciando nel fumoso che cosa è successo dopo?

Ha un senso che gli dica “cattolico”?

Decido: “I was raised Catholic”.

“Ok, cristiano”, decide.

Su questo tassì, in questa terra in cui sono appena arrivato, sono stato assegnato a una tribù, che lo voglia o no.

La tribù, più o meno, in cui sono nato.

Mica l’ho deciso io. Ma non c’è niente da fare.

 

jerusalem-sepia-from-web

Illustrazione tratta da Mark Twain, The Innocents Abroad, or The New Pilgrims’ Progress: Being Some Account of the Steamship Quaker City’s Pleasure Excursion to Europe and the Holy Land, American Publishing Company, 1869.

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