Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Fantasmi dal passato: riabilitare Ethel Rosenberg?

Rosenbergs-e1439342318350-635x357Una decina di membri del consiglio comunale di New York City, lunedì scorso 28 settembre, ha onorato ufficialmente “la vita e la memoria” di Ethel Rosenberg (nata Greenglass) nel giorno che sarebbe stato quello del suo centesimo compleanno. A poco più di sessant’anni dalla sua esecuzione sulla sedia elettrica, insieme al marito Julius: entrambi accusati di essere spie sovietiche, di aver passato all’arcinemico dei segreti atomici, nel più clamoroso caso politico-giudiziario del maccartismo e della Guerra fredda.

L’onore, ufficialmente, riguarda Ethel come attivista sindacale: quando nel 1935, appena ventenne, da residente del Lower East Side Jewish, radical, comunista, aveva guidato uno sciopero di donne contro la ditta dove lei stessa era impiegata. Mostrando “great bravery”. Ma è indubbio che l’enfasi politica e mediatica (soprattutto locale, mi sembra) si sia concentrata sull’affermazione che Ethel sia stata, come scrivono i consiglieri comunali nel loro proclama, condannata e giustiziata ingiustamente – nel 1953, appunto.

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Un councilman democratico del Bronx, Daniel Dromm, ha detto che Ethel era stata condannata troppo in fretta in un clima di “isteria” anti-comunista. Per la presidente del borough di Manhattan, Gale Brewer, anch’essa democratica come tutti i protagonisti di questa storia, la condanna è “una terribile macchia sul nostro paese”. Per parte sua, Brewer si è unita alla celebrazione dichiarando il 28 settembre 2015 “Ethel Rosenberg Day of Justice in the Borough of Manhattan.”

Gli onori, sulla gradinata di City Hall, sono stati ricevuti dai figli di Ethel e Julius, Michael e Robert Meeropol, che hanno chiesto al governo di riparare alla “terribile ingiustizia” contro la loro madre. (Gli orfani Rosenberg furono subito adottati da Anne e Abel Meeropol e da loro presero il nuovo cognome. L’adozione fu concordata a casa di W.E.B. DuBois. Abel Meeropol era un insegnante e poeta comunista che negli anni 1930s aveva scritto Strange Fruit, la canzone contro i linciaggi resa famosa da Billie Holiday. Ma questa è un’altra storia.)

9/28/15 Robert Meeropol (pictured, pink shirt) and his brohter, Michael Meeropol, (pictured, blue shirt) received a proclamation from City Council member Daniel Dromm today. The proclamation recognized the contributions to the labor movement of Ethel Rosenberg, the mother of Robert and Michael. She was convicted of espionage along with her husband Julius in 1953 and was sentenced to death. Today would have marked her 100th birthday. Pictured, left to right: City Council member Mark Levine, City Council member Daniel Dromm, Robert Meeropol, Michael Meeropol and Gail Brewer. On the steps of City Hall, NY, NY . Please credit Gregory P. Mango.

9/28/15 Robert Meeropol (pictured, pink shirt) and his brohter, Michael Meeropol, (pictured, blue shirt) received a proclamation from City Council member Daniel Dromm today. The proclamation recognized the contributions to the labor movement of Ethel Rosenberg, the mother of Robert and Michael. She was convicted of espionage along with her husband Julius in 1953 and was sentenced to death. Today would have marked her 100th birthday. Pictured, left to right: City Council member Mark Levine, City Council member Daniel Dromm, Robert Meeropol, Michael Meeropol and Gail Brewer. On the steps of City Hall, NY, NY . Please credit Gregory P. Mango.

I fratelli Meeropol sono chiaramente impegnati in una campagna di riabilitazione. Un paio di mesi fa hanno scritto un op-ed sul New York Times in cui concedono quello che gli storici, basandosi sulle carte americane e sovietiche pubblicate negli ultimi anni, hanno dimostrato. E cioè che il padre, Julius, era effettivamente una spia di Mosca, anche se non così importante come si voleva far credere. Mentre Ethel, pur consapevole di ciò che le succedeva intorno, non lo era – non era un agente attivo.

Ethel fu falsamente accusata dal di lei fratello, David Greenglass, che voleva proteggere le responsabilità di sua moglie Ruth. E fu incastrata dal governo, che voleva costringere Julius a confessare. Come si sa, né Julius né Ethel aprirono bocca. Neanche Julius meritava la pena di morte, dicono Michael e Robert Meeropol. Ma nel caso di Ethel, chiedono che il governo la “esoneri formalmente”, che riconosca che è stata “wrongly convicted and executed” – le stesse parole usate nel proclama dei consiglieri comunali dell’altro giorno.

Categories: Americanismo, Guerra fredda

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