
Sento in radio un commento secondo cui l’America Latina sarebbe attraversata da movimenti e leader di destra che vincono imitando Trump e il trumpismo (dopo l’Argentina la Colombia e il Perù).
Che antiquata sciocchezza! Quale anacronistico abbaglio! Quando con tutta evidenza è vero il contrario!
Stereotipo per stereotipo: è Trump che è arrivato alla Casa Bianca adottando il linguaggio, gli stili di mobilitazione, i temi e gli ideali etico-politici, le pratiche istituzionali di tante esperienze del resto delle Americhe. Con quelle esperienze i governanti yankee hanno convissuto, le hanno usate, a volte create o incoraggiate (se di destra), a volte combattute (se di sinistra), comunque guardate dall’alto come roba da terzo mondo (Bananas!), adatta per altri.
Ora una parte di loro e, a quanto pare, del loro pubblico, dei loro elettori, non più.
Stereotipo per stereotipo: in occasione di America 250, è tramontato l’eccezionalismo americano. E finalmente trionfa l’eccezionalismo “sudamericano” (con le virgolette, mi raccomando).
Resta ai margini il Canada, lassù, “true North, strong and free”.
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