Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

La disuguaglianza economica ha reso gli Stati Uniti più vulnerabili alla pandemia (Heather Boushey, che sarà consigliera di Joe Biden)

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Mi sono imbattuto nel blog di Heather Boushey, che il presidente-eletto Joe Biden ha appena indicato come una dei tre esperti che siederanno nel Council of Economic Advisers della sua amministrazione, insieme a Jared Bernstein e alla Chairwoman, Cecilia Rouse.

Boushey è una economista del lavoro cinquantenne, addottorata alla New School of Social Research. Ha lavorato per Hillary Clinton e per il Center for American Progress. Dirige il Washington Center for Equitable Growth. Si è occupata soprattutto di social policies, di donne nel mercato del lavoro, e di disuguaglianze economiche. Sull’impatto delle disuguaglianze negli Stati Uniti ha pubblicato i suoi ultimi lavori, tipo il volume Unbound: How Inequality Constricts Our Economy and What We Can Do About It (Harvard, 2019). Ha anche fatto un monumento di sorta a Thomas Piketty, come co-editor di After Piketty: The Agenda for Economics and Inequality (Harvard 2017). 

Di questo, di diseguaglianze e pandemia parla nel suo ultimo blog post (qui), di un mese fa, che in parte le rubo e traduco qui sotto. Mi sembrano cose interessanti, per una persona che presto avrà qualche influenza alla Casa bianca (poi si sa, arrivano alla Casa bianca, e il mondo appare loro diverso…). 

Heather Boushey, La disuguaglianza economica ha reso gli Stati Uniti più vulnerabili alla pandemia (23 ottobre 2020).

Il modo migliore per comprendere l’impatto della pandemia da coronavirus negli Stati Uniti  e la recessione che ne è derivata è considerarli nel contesto di ciò che è accaduto all’economia americana negli ultimi 40 anni. Questo quarantennio ha segnato un periodo di crescente disuguaglianza economica e di crescita rallentata che ha lasciato l’economia e i lavoratori e le loro famiglie più vulnerabili agli shock economici.

Prima del 1980, quando l’economia cresceva, i benefici erano distribuiti abbastanza equamente. Ma a cominciare dagli anni 1980s i policy-makers hanno cominciato a officiare all’altare del mercato, lasciando da parte il ruolo del governo nell’assicurare il progresso economico. Il risultato? I ricchi si sono presi la fetta più grossa della crescita.

Per i più ricchi, la Grande recessione del 2007-09 è stata un blip temporaneo. Ma quando la pandemia ha colpito le nostre sponde, le famiglie della classe operaia e del ceto medio si erano appena riprese, mentre le generazioni più giovani e le famiglie di colore, nella media, non si erano riprese affatto. Ciò rifletteva ma anche esacerbava la crescente disuguaglianza dei decenni precedenti.

La disuguaglianza di oggi deriva da tre specifiche cause che impattano sulla nostra economia e società. In primo luogo, la elevata disuguaglianza soffoca la crescita ostruendo il libero fluire di persone e di idee nell’economia. Per esempio, la mancanza di accesso all’istruzione di qualità priva l’economia del potenziale umano di milioni di bambini a basso reddito.

In secondo luogo, ha un effetto sovversivo sul sistema politico e sulle altre istituzioni che gestiscono il mercato. Maggiori risorse economiche si traducono in maggiore potere politico per i ricchi e le grandi corporations. Costoro hanno poi la capacità di manipolare le istituzioni di governo al fine di ridurre le tasse e gli investimenti in persone e infrastrutture e di rinforzare l’eccessiva concentrazione economica.

Infine, la combinazione di questi due fattori provoca distorsioni sia sul lato degli investimenti che dei consumi, portando a un rallentamento negli investimenti  e nella crescita della produttività e creando situazioni di fragilità per le famiglie che con più probabilità fanno affidamento sul debito.

Così non è sorprendente che la pandemia da coronavirus abbia colpito gli Stati Uniti più duramente di quasi ogni altro paese. … E i più duramente colpiti sono i più deboli nella nostra società: gli anziani, i più poveri, i cittadini di colore.

Che cosa devono fare i policy-makers per mettersi sulla strada di una ripresa che sia equa e porti a una crescita robuta e diffusa? […]

Sul lungo periodo il governo federale deve aumentare le tasse. Abbiamo creato una struttura fiscale squilibrata e inefficiente, concedendo massicci tagli alle tasse delle famiglie che sono ai vertici della piramide economica. Non siamo riusciti a tassare la ricchezza e a far sì che le corporations paghino la loro giusta parte. C’è un sacco di spazio per aumentare le tasse in modo equo per finanziare importanti iniziative e investimenti.

L’importanza delle piccole imprese è una delle poche cose su cui i politici di tutti i colori sono d’accordo. E tuttavia, malgrado questa retorica, in questo momento di minaccia esistenziale, il sistema politico ha prodotto molti più aiuti per il big business, e ciò avrà gravi conseguenze economiche sul lungo periodo. Per le piccole imprese che sopravviveranno alla crisi, i vantaggi di cui già ora godono i loro concorrenti e fornitori più grossi diventeranno ancora più forti, ammenochÉ i policy-makers non mettano mano a leggi antitrust più stringenti per impedire ulterori concentrazioni di mercato. 

Dobbiamo anche cambiare il modo in cui misuriamo la crescita economica. Con una disuguaglianza così massiccia, i cambiamenti nel Prodotto interno lordo aggregato non misurano lo stato di salute economico dell’americano medio ma solo dei ricchi. Misurare la crescita per come impatta gli americani a tutti i livelli della scala dei redditi invece che nell’aggregato darebbe ai policy-makers le informazioni necessarie per creare una roadmap per ridurre le diseguaglianze e sostenere la crescita.  

E dobbiamo prendere di petto le persistenti storiche ingiustizie razziali del paese. La vulnerabilità della famiglie nere, latine e Native American di fronte agli effetti del coronavirus e della recessione è crudamente evidente. Il governo deve fare in modo che la sua agenda politica rifletta pienamente i bisogni di tutti, senza distinzione di razza o di reddito.  

Categorie:Sistema politico

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