Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Se la Commissione europea si occupa di noi fa giustamente (magari goffamente) gli affari suoi. E’ il nostro governo legittimo – e democratico

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Bisogna smettere di dire che sono burocrati di Bruxelles (per una volta, almeno in apparenza, non si parla di Stati Uniti – d’America).

Se i membri della Commissione europea si occupano di affari italiani, o di qualunque altro paese, è perché si fanno giustamente gli affari loro. Magari, per bon ton, per cortesia istituzionale potrebbero evitare di farlo al tempo di una campagna elettorale locale, cioè nazionale. Magari non siamo d’accordo nel merito. Ma insomma, la Commissione è il nostro governo, il suo presidente l’abbiamo eletto noi. L’abbiamo eletto noi? Ma certo, democraticamente – mi sembra proprio di ricordare di sì. Vediamo, ditemi se dico giusto, mica sono un tecnico di queste cose. Dunque questo è quello che ne capisco.

Ricordate per chi avete votato alle ultime elezioni europee, quand’era, nel 2014, giusto? Lo ricordate davvero? Avete davvero votato? Dite la verità? Io non ho votato per il Partito popolare europeo che aveva indicato come presidente della Commissione europea Juncker, ho votato per un altro partito e un altro nome. Ma il PPE è arrivato primo (con il 29,4% dei voti, i socialisti secondi con il 25,4%), e quindi presidente della Commissione è diventato il popolare Juncker.

Dal trattato di Lisbona del 2009 il Consiglio europeo, che formalmente designa il presidente della Commissione, è obbligato a tener conto dei risultati elettorali, e del nome indicato dal partito vincitore (indicato prima delle elezioni, su cui si fa la campagna elettorale transnazionale, continentale). Inoltre il Consiglio europeo “designa” il presidente, ma è il Parlamento che non più passivamente lo “approva” bensì attivamente lo “elegge” (e può anche, in corso d’opera, fargli una mozione di censura e mandarlo a casa).

Insomma, sia pure con alcuni marchingegni e passaggi di troppo, nei fatti, il presidente della Commissione europea è ormai il capo dell’esecutivo europeo, eletto dal popolo europeo e con la fiducia del Parlamento europeo. Quindi è il capo del nostro governo democratico. L’abbiamo voluto noi (il colore politico l’ha voluto la maggioranza dei miei concittadini europei conservatori, io avrei voluto un altro, ma si sa come vanno le elezioni, “il popolo ha parlato, il bastardo”). Non l’ha voluto Giove onnipotente, non è un burocrate di Bruxelles.

Bisogna smettere di dire che è un burocrate di Bruxelles.

E se per caso ha l’aspetto e i modi e la mentalità di un burocrate di Bruxelles, colpa nostra – magari la prossima volta votiamo un altro, no?

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