Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Presidential ballots. Piccola storia illustrata delle schede elettorali presidenziali

Questa è la scheda con cui i cittadini di Brooklyn hanno votato alle elezioni presidenziali del 2012, quelle di Obama contro Romney. Ci sono molte altre cariche per cui votare, e altri candidati di altri partiti fra i quali scegliere. Nella metropoli multinazionale ci si spiega in inglese, spagnolo, cinese.

2012. County of King [Brooklyn], City of New York. Scheda di stato con tutte le cariche per cui votare, con candidati di tutte le risme. Lenzuola metropolitana in inglese, spagnolo, cinese. Non è sempre stato così.

2012. County of King [Brooklyn], City of New York, New York.

Non è sempre stato così. Nell’Ottocento le schede erano stampate direttamente dai partiti, ciascuno stampava la sua, in via privata (party strip). L’elettore la consegnava direttamente allo scrutatore; così facendo votava tutta la lista di partito, secca. C’erano i nomi dei candidati presidenti e anche dei grandi elettori presidenziali. Ci potevano anche essere parole d’ordine programmatiche.

1. Partito Whig, 1844. All’inizio le schede erano stampate direttamente dai partiti, ciascuno stampava la sua. L’elettore la consegnava direttamente allo scrutatore; così facendo votava tutta la lista di partito, secca. C’erano i nomi dei candidati presidenti e anche dei grandi elettori. C’erano anche parole d’ordine programmatiche.

1844. Partito Whig, Ohio, party strip.

2. Partito repubblicano, 1860, party strip. Arriva Abraham Lincoln

1860. Partito repubblicano, Massachusetts, party strip. Con Lincoln.

1864, Partito unionista. Lincoln è in guerra, con una nuova etichetta di partito.

1864. Partito unionista, Ohio, party strip. Con Lincoln in guerra e “unitario”.

1864 ballot

1864. Partito unionista, Ohio, party strip. Lincoln in tedesco, in caratteri gotici.

Alla fine dell’Ottocento arriva la scheda di stato, chiamata “Australian ballot”. Da allora la scheda è stampata dalle autorità pubbliche, con i nomi di tutti i candidati a tutte le cariche, da segnare in segreto nella cabina elettorale. In questa del 1896 ci sono i populisti, che fanno “fusion ticket” con i democratici (indicano gli stessi candidati alla presidenza e alla vicepresidenza). E ci sono anche i primi socialisti.

1896. Scheda di stato. Arriva la

1896. Ohio, scheda di stato.

1912. C'è un terzo incomodo, Theodore Roosevelt, e anche un quarto, il socialista Eugene Debs.

1912. C’è un terzo incomodo, Theodore Roosevelt, e anche un quarto, il socialista Eugene Debs.

1840, Stato del Massachusets. Un voto per i repubblicani, in lista c'è anche il segretario del partito comunista, Earl Browder.

1940. Massachusetts. Una scheda già votata. In lista c’è anche il segretario del partito comunista Earl Browder.

1848. Stato della Virginia. Ed ecco la meccanizzazione, la

1948. Virginia. Ed ecco la meccanizzazione, la “voting machine”.

1972. City of Philadelphia. Le

1972. City of Philadelphia. La “voting machine” ha ancora bisogno di istruzioni. C’è anche la lista “Malcolm X”.

2000. Stato della Florida, Palm Beach County. Le famose

2000. Palm Beach County, Florida. Le famose “schede a farfalla” che inducono all’errore e provocano un pasticcio.

2000. La satira della famosa

2000. La satira della famosa “scheda a farfalla” della Florida.

Infine si torna all’oggi, 2016, Clinton contro Trump, nel cuore dello stato di New York. Siamo in campagna, con pochi immigrati. Quindi, a differenza della scheda per Brooklyn, niente lingue straniere.

2016. Town of Sullivan, County of Madison, Stato di New York.

2016. Town of Sullivan, County of Madison, New York.

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  1. 1. Partito Whig, 1844. All’inizio le schede erano stampate direttamente dai partiti, ciascuno stampava la sua. L’elettore la consegnava direttamente allo scrutatore; così facendo votava tutta la lista di partito, secca. C’erano i nomi dei candidati presidenti e anche dei grandi elettori. C’erano anche parole d’ordine programmatiche.

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