Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Sanders postmoderno contro le primarie chiuse, su Rolling Stone

Schermata 2016-06-02 alle 19.31.36Nell’intervista dell’altro giorno a Rolling Stone, Bernie Sanders ripete il suo attacco alle elezioni primarie “chiuse”, in cui votano solo gli elettori che si registrano per quel partito. E lo fa con considerazioni che mi sembrano interessanti e curiose se fatte da lui, un socialdemocratico vecchio stile, e non, com’è in genere il caso, dai critici postmoderni della party politics, quelli che vorrebbero che le elezioni primarie fossero aperte, apertissime, spalancate, anzi non-partisan, e che i partiti si dissolvessero nell’aria.

Perché le primarie, sembra dire Sanders, non sono roba dei partiti, sono pagate dal denaro pubblico cioè dai contribuenti e quindi, a rigor di logica e anche di legge, dovrebbero essere aperte a tutti. E perché non c’è alcuna sostanziale differenza di elettorato fra le elezioni primarie e quelle generali.

Dobbiamo cambiare le regole che governano il partito democratico. Per prima cosa, penso che l’idea delle primarie chiuse sia un’idea stupida.

Perché?

Perché gli americani, in numero sempre maggiore, non si riconoscono nella politica del partito democratico o di quello repubblicano – per una serie di ragioni. Alcuni di loro pensano che il partito democratico sia troppo conservatore. In ogni caso, sono indipendenti. In tre milioni, nello stato di New York, non hanno potuto votare nelle primarie democratiche o repubblicane per il presidente degli Stati Uniti. Ciò è palesemente assurdo. Si potrebbero quasi sollevare dei problemi legali. Sei un elettore indipendente a New York, paghi per quelle elezioni, che sono condotte dallo stato. Ma non puoi votare? Pensaci un attimo. E’ anche assurdo da un punto di vista politico, perché poi gli indipendenti votano alle elezioni generali. Quindi quello che dici è: “Non puoi votare ora, e non vogliamo che tu venga nel nostro partito. Ma potrai votare più tardi”. Penso che sia stupido. Visto che tanti giovani sono indipendenti, dovremmo dar loro il benvenuto.

E’ possibile, come accade ai politicians, che si tratti di reazioni immediate e di convenienza alle circostanze di questa specifica campagna elettorale (esemplificate dalle vicende del New York State). Se prese sul serio e in prospettiva strategica, tuttavia, fanno pensare. Prima di essere eletto in Congresso come indipendente, Bernie ha iniziato la carriera da esponente di un partito, un “terzo partito”; molti dei suoi seguaci più radicali gli chiedono ora di formarne un altro, o magari di unirsi al Green Party. Chissà se il nuovo partito, lui e i suoi seguaci, lo vorrebbero così: aperto alle incursioni di tutti i contribuenti del paese che ne avessero voglia.

Categories: campagna elettorale, Uncategorized

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