Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Laicità al Bar Sport

la_banda_degli_onesti-660x330Nel paese di R. c’è un unico Bar Sport. E’ lì che gli abitanti vanno a vedere insieme le partite di calcio, quando c’è la partita in televisione. Una volta tutti facevano il tifo per la squadra del vicino capoluogo, e così le pareti del locale erano piene dei colori e dei simboli dell’Arcadia F.C., delle fotografie dei suoi campioni. Era ovvio che fosse così, era scontato, non c’era mica una decisione consapevole. Poi però i tempi sono cambiati, è arrivata gente nuova, anche da lontano, tifosi di altre squadre, magari in competizione con quella di casa, e le cose si sono complicate.

Tutti continuano ad andare all’unico Bar Sport a vedere le partite in tv, ma il clima non è più lo stesso. Dopo un po’ che sono arrivati, i nuovi arrivati hanno cominciato a mugugnare: e che ci siamo anche noi, e che qui consumiamo come tutti ma ci sentiamo ospiti, e che sarebbe giusto che ci fossero anche i colori delle nostre squadre del cuore, i nostri campioni. Mugugnano anche i vecchi frequentatori: che queste richieste sono maleducate, che ci sono tradizioni da rispettare, che se non stiamo attenti si prendono tutto il bar e noi dove andiamo. Fra le due parti c’è stato anche qualche battibecco.

Il proprietario del bar, che è un uomo pratico e non vorrebbe perdere clienti, pensa che potrebbe dare un po’ di spazio ai nuovi simboli. Ma poi, come evitare altri mugugni su dove metterli e quanto spazio dargli? E se qualcuno li insulta o li imbratta, quando c’è una partita delicata e gli animi si scaldano? Gli viene in mente una soluzione che a lui, così su due piedi, sembra di buon senso, elementare: se questo ha da essere il bar di tutti, non sarebbe meglio togliere dalle pareti i simboli di tutte le squadre, e non se ne parli più?

Da uomo pratico e uomo d’affari, pensa al vecchio detto del negoziante accorto, “tutti i clienti sono eguali”. Spera che i clienti siano d’accordo, che nessuno gli rompa troppo le scatole. Anche perché, appunto, ci tiene a che il suo Bar Sport resti l’unico del paese.

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