Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Bleep bleep [expletive deleted]: cancella la parolaccia

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I giornali americani autorevoli evitano di stampare parolacce, oscenità, imprecazioni o insulti a sfondo sessuale. Una volta si definivano family papers, giornali per famiglia, e ancora oggi lo fanno – ormai, ahimé, con un tocco di auto-ironia. Comunque si trattengono, fanno capire, alludono, oppure proprio tacciono su ciò che “non è adatto”. Per esempio, a proposito di una canzone del simpatico rapper Ghostface Killah: “I can’t quote the lyrics because it’s a family paper”. O a proposito di un romanzo osé: la trama è bizantina, “nor is it fit for a family paper” entrare nei dettagli. Se si tratta del linguaggio di politici, dove la citazione è quasi d’obbligo, si occulta la parola irripetibile con una fila di trattini o asterischi. Quasi sempre è la famosa e poco fantasiosa F-word, che non traduco perché questo è un family blog.

Alcuni casi recenti. Cosa dice, nel gennaio del 2013, lo Speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, al capo della maggioranza democratica in Senato Harry Reid (“secondo molti testimoni presenti”)? Gli dice, e cito, “Go f- – – yourself”. E come commenta a microfoni aperti il vice-presidente Biden il passaggio, finalmente, della legge sulla riforma sanitaria, ormai quattro anni fa? “A f***ing deal”. Il non dimenticato vice di George W. Bush, Dick Cheney, augurò a un senatore democratico, nel 2004: “f- – – off”, oppure, secondo altre fonti, “go f- – – yourself.” Cheney disse di sentirsi molto meglio, dopo questo “franco scambio di opinioni”. L’episodio ha dato origine a un eufemismo che è ancora in circolazione: “Go Cheney yourself”.

Il caso Watergate, quarant’anni fa, ha introdotto nell’uso giornalistico l’espressione fra parentesi quadre “[expletive deleted]”, “imprecazione cancellata” al posto dell’imprecazione vera. A inventarla fu lo stesso Nixon. Quando consegnò al Congresso le trascrizioni dei nastri con le registrazioni delle sue chiacchierate alla Casa bianca, ordinò di coprire così le sue abbondanti scurrilità, scatenando l’immaginazione dei lettori. In effetti era così prudish che fece coprire anche interiezioni come “Christ” e “hell”. Chissà come va completata la frase in “Nixon: What in the [expletive deleted] caused this?” Sembra abbastanza chiaro quello che disse più tardi a un amico su come avrebbe voluto il suo funerale: privato, senza cerimonie di stato, “I do not want those [expletive deleted] people in Washington looking at me”.

Questo sui print media. Anche le stazioni radio o televisive generaliste sono “per famiglia” e hanno lo stesso problema. (Le tv via cavo hanno un poco eroso il tabù; e naturalmente lasciamo stare i siti web.) Allora, se mandano in onda la viva voce dei protagonisti, la funzione di [expletive deleted] è svolta da quel suggestivo suono elettronico che fa bleep. Anch’esso diventato un utile eufemismo, come in “go bleep yourself”. E’ un trucco che ricorda tanto la serie di simboli tipografici che nei fumetti di una volta, quelli per bambini per bene, rappresentava nei balloons le esplosioni di irascibilità dei personaggi più irascibili, alla Paperino. Cose del tipo “!#*&%@%!!!”. Qualche volta con qualche malizia. Non era difficile capire che cosa volesse dire “$#!t”.

E’ una forma di puritanesimo americano, tanto per dire la solita stupidaggine? Perché, in fin dei conti, un family paper dovrebbe negare a una famiglia il suono di una parola così familiare come c***o, tanto per pensare in italiano? Certo, se i mass media italiani, almeno quelli sedicenti autorevoli o generalisti, fossero un po’ più puritani con i politici italiani – quale respiro di sollievo. Metà dei loro commenti andrebbe perduta al dibattito pubblico, senza gran danno. Nel caso di alcuni leader molto popolari, e popolareschi, andrebbe perduto quasi tutto. Le loro dichiarazioni si ridurrebbero sulla pagina stampata o in televisione a una poltiglia un po’ così:

“&***@##% [expletive deleted] $(!?,. <> bleep +**§%$!!@@ [expletive deleted] $##%***%^ bleep bleep”.

Potrebbero comunque sfogarsi in chiaro, come in tutto il mondo, sui social media.

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Categories: Cultura politica, mass media

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