Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Qui, dove è nato il linguaggio del New Deal 

Questi sono alcuni estratti, qua e là, del discorso di insediamento del sindaco di New York, Zohran Mamdani, il 1 gennaio 2026 (l’intero discorso è a questo indirizzo). Non ci sentite una eco dei discorsi presidenziali del vecchio Joe Biden? A parte l’inutile riferimento al socialismo – “Little Flower” La Guardia e il New Deal bastano e avanzano.  Qui, dove è nato il linguaggio del New Deal, restituiremo le vaste risorse […]

Continua a leggere →

Ha giurato sul Corano 

Negli Stati Uniti gli eletti alle cariche pubbliche giurano fedeltà alla Costituzione e, se è il caso, agli statuti delle istituzioni di governo inferiori delle cui cariche sono titolari. Il nuovo sindaco di New York City Zohran Mamdani ha giurato fedeltà alla Costituzione degli Stati Uniti, alla Costituzione dello Stato di New York e alla Charter municipale della città di New York. La Costituzione degli Stati Uniti non dice altro, […]

Continua a leggere →

Il regime non-nato dell’America? La giuria non si è ancora pronunciata

Questo post è una sintesi snella e orale delle cose che dico con più pompa e pomposità nelle pagine introduttive all’ultimo capitolo del libro Il secolo degli Stati Uniti (Il Mulino, quinta edizione, settembre 2025). C’è solo, qua e là, qualche battuta di aggiornamento, visto che il testo è andato in tipografia all’inizio di aprile e dopo son successe cose. Proviamo a guardare al presente e all’immediato passato partendo dal 2008? Dall’elezione di […]

Continua a leggere →

Una preghiera di Thanksgiving, al tempo dei bei tempi di una volta

Le discussioni politiche, anche accese, anche che degenerano in liti furibonde, sono frequenti ai pranzi di Thanksgiving. Ne sono lo spauracchio, per chi vorrebbe mantenere, almeno in questo santo giorno, la pace in famiglia. All’avvicinarsi della data fatale i media sono pieni di consigli, un po’ per scherzo e un po’ no, su come gestire i conflitti, de-escalare le tensioni, abbassare la temperatura. O cambiare argomento. Non è facile. I […]

Continua a leggere →

Piccoli Mamdani crescono, nei collegi sicuri

Il 4 novembre scorso, in una circoscrizione di Brooklyn, Chi Ossé è stato confermato consigliere comunale di New York City. Lo è dal 2021, da quando aveva 23 anni, il più giovane councilman dai tempi dei tempi. È democratico e Democratic Socialist (DSA), e avendo stravinto le primarie Dem è stato rieletto senza opposizione con il 99% dei voti. Un collegio sicuro, insomma. Ora ha annunciato che sfiderà nelle primarie per le […]

Continua a leggere →

Le profezie di “Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?”

Mi è ritornato in mente in questi giorni il vecchio saggio del sociologo tedesco Werner Sombart, Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?, un saggio del 1906, più di un secolo fa. Il titolo è notissimo, più noto del libro stesso, e deve la sua fortuna alle sue presunte suggestioni profetiche. Suggestioni malgré soi, che derivano da un equivoco che solo leggendo il libro fino in fondo si può […]

Continua a leggere →

Successi e sconfitte del primo socialismo americano, quello molto pratico del Wisconsin, l’Emilia americana, un secolo fa

Qualche settimana fa mi è ricapitata sotto gli occhi una vecchia considerazione di Daniel Bell a proposito del socialismo negli Stati Uniti, o meglio a proposito della sua incapacità di mettervi radici. Il movimento socialista, dice Bell in questo libro più che settantenne (Marxian Socialism in the United States, 1952), ha fallito in America perché era “nel mondo ma non del mondo”. Pur cercando di essere parte della vita pubblica americana non […]

Continua a leggere →

Cesare Pavese, l’America e noi – ieri come oggi

«Ci si accorse, durante quegli anni di studio, che l’America non era un altro paese, un nuovo inizio della storia, ma soltanto il gigantesco teatro dove con maggiore franchezza che altrove veniva recitato il dramma di tutti».  Un amico su Facebook mi ha ricordato queste parole di Cesare Pavese, importanti per lui e, a sua insaputa e anche alla mia (me n’ero del tutto dimenticato), altrettanto importanti per me. In effetti sono state all’origine […]

Continua a leggere →

Giocare con i numeri dell’affluenza alle urne

La partecipazione elettorale alle elezioni municipali di New York City è stata molto alta, eccezionalmente alta – rispetto al passato. E’ stata del 40% contro il 23% del 2021, quando fu eletto Eric Adams, o il 25% del 2017 quando fu eletto Bill de Blasio. Quelle erano le percentuali normali, e molto basse, nelle elezioni municipali della città degli ultimi decenni. Sono anche le percentuali normali nelle elezioni municipali in […]

Continua a leggere →

Zohran Mamdani for Mayor: un cursus honorum newyorkese?

I sindaci di New York, nella lunga storia della città, formano un gruppo assai vario per origini etniche, razziali e religiose e quindi per insulti ricevuti. Dopo i primi sindaci cattolici irlandesi negli anni Ottanta dell’Ottocento (selvaggi alcolizzati! papisti!). Dopo i primi italiani tipo Fiorello La Guardia, negli anni Trenta del Novecento (mafiosi!). Dopo i primi ebrei, negli anni Settanta-Ottanta, come Abraham Beame e Ed Koch che per giunta era […]

Continua a leggere →