Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Non storia cancellata ma storia inclusiva, dicono le nuove vetrate della National Cathedral di Washington

L’altro giorno, alla National Cathedral di Washington, hanno inaugurato alcune nuove vetrate colorate, due finestre, quattro pannelli, in sostituzione delle vetrate vecchie, diventate imbarazzanti. Imbarazzanti perché celebravano simboli e protagonisti del Sud confederato, le sue bandiere, quella nazionale e quella di combattimento (la notissima battle flag), e i suoi eroi, i generali Robert E. Lee e Thomas “Stonewall” Jackson. Le vecchie vetrate sono state sconsacrate e rimosse dalle finestre nel 2017, dopo una serie di brutti incidenti razziali a Charleston, in South Carolina, nel 2015 e poi a Charlottesville, in Virginia.

Ora sono state installate le nuove.

La National Cathedral è episcopale, formalmente è la Chiesa Cattedrale di San Pietro e San Paolo nella diocesi episcopale di Washington, ma si atteggia a “house of prayer for all people”, casa di preghiera per tutti (non che sia così designata dal governo, ci mancherebbe). La sua costruzione è cominciata all’inizio del Novecento e si è protratta piuttosto a lungo. Le vetrate con Lee e Jackson sono state aggiunte nel 1953, donate dalla United Daughters of the Confederacy, una associazione patriottica femminile dedita al culto dell’Old South.

Commentando l’operazione di questi giorni, la presidente di queste figlie della Confederazione ha espresso tutta la sua tristezza, ricordando che i simboli e i monumenti confederati non dovrebbero essere usati come strumenti di odio. Essi “sono parte della nostra comune storia e dovrebbero rimanere al loro posto”. Per alcuni sono simboli divisivi. “Ma per altri, rappresentano semplicemente un memoriale ai nostri antenati che combatterono coraggiosamente durante quattro anni di guerra”.

Diversa è l’opinione della leadership religiosa della Cattedrale.

“In parole semplici, quelle finestre erano offensive”, ha detto il decano, il reverendo Randolph Hollerith. “Intendevano onorare la Confederazione, e ignoravano del tutto i milioni di americani neri che hanno combattutto così duramente e lottato così a lungo per rivendicare i loro diritti di cittadini eguali”.  Le vecchie finestre “raccontavano una falsa narrazione che glorificava due individui che combatterono per tenere in vita in questo paese l’istituzione della schiavitù”.  Le nuove finestre raccontano una storia diversa, una storia che “sottolinea i valori di equità e giustizia e le lotte in corso per l’eguaglianza fra tutti i figli di Dio”.

Il sito web della Cattedrale è altrettanto esplicito. “C’è differenza fra ricordare la nostra storia e celebrarla, specialmente in uno spazio consacrato. […] Noi crediamo che i monumenti pubblici riflettano i nostri valori pubblici. In questa Cattedrale, noi diamo valore a una narrazione inclusiva dell’America e della sua storia, una in cui ciascuno possa vedersi riflesso nell’arte e nell’iconografia”.

I quattro nuovi pannelli in stained glass, intitolati “Now and Forever”, rievocano il movimento per i diritti civili, con scene di proteste di strada, marciatori e cartelli e tutto. La giustizia non è una cosa statica, che sta lì bell’e pronta all’uso, ha detto il loro autore, Kerry James Marshall; la giustizia va piuttosto attivamente cercata, costruita, pretesa. Non ci sono simboli religiosi, ma non c’è bisogno che ci sia una croce, ha detto il reverendo Hollerith: “il tema è molto religioso” di per sé.

Al di sopra delle nuove vetrate sono rimasti alcuni pezzi dei pannelli vecchi, Lee e Jackson non sono del tutto scomparsi. Marshall, che è afroamericano, un pittore le cui opere illustrano la Black culture, ha pensato che fosse importante mantenere una “conversazione” con il passato, con ciò che c’era prima. Nelle sue parole: “Non sono così interessato a cancellare completamente la storia […]. Mi va bene un po’ di tensione […]. Anzi, a dire la verità, forse mi va bene una sacco di tensione”.

Per il suo lavoro Marshall, artista pagatissimo nel mercato, ha chiesto una ricompensa simbolica di 18 dollari e 65 centesimi. In ricordo dell’anno 1865, l’anno dell’abolizione della schiavitù, l’anno in cui i suoi avi sono diventati liberi.

Post Scriptum. Nel caso ve lo foste chiesto. Le vetrate rimosse nel 2017 sono state date in prestito al National Museum of African American History and Culture, sempre a Washington, che le ha usate per una mostra temporanea sulle lotte politiche nel Sud dopo la Guerra civile, Make Good the Promises: Reconstruction and Its Legacies (2021-2022). Dopodiché sono tornare a casa nella cattedrale, dove sono tuttora conservate.

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