Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

Tutta colpa di Broadway: perché un monumento ignorato dai più è diventato controverso e infine è stato rimosso

Major General Philip Schuyler, bronzo, di J. Massey Rhind, Albany, NY, 1925

Chi è Philip Schuyler e perché ce l’hanno tanto con lui? Fino al punto di rimuovere la sua statua in bronzo che da un secolo si ergeva davanti al Municipio di Albany, la capitale dello stato di New York, e non aveva mai dato fastidio a nessuno? Era stata a lungo invisibile, un pezzo di decoro urbano sotto cui si passava, sempre di più in automobile, per andare a sbrigare pratiche a City Hall. Poi, improvvisamente, è diventata una spina in gola alla città, fonte e oggetto di controversie monumentali che si sono concluse, il 10 giugno scorso, con la sua dipartita dalla pubblica piazza su un camion a rimorchio.

Il nome di Philip Schuyler era noto agli storici e agli history buffs appassionati di America coloniale e di Rivoluzione, ma solo a loro o poco più. Gli Schuyler erano una delle famiglie olandesi che avevano fondato la Nuova Amsterdan poi diventata New York, una sorta di aristocrazia terriera, tipo i Roosevelt per intenderci. Avevano una enorme proprietà agricola lungo il fiume Hudson, ed erano attivi e prominenti in politica, a Albany come a New York City. Durante la Rivoluzione Philip era stato un generale dell’esercito di George Washington e poi, dal 1789, il primo senatore di New York nel nuovo Congresso degli Stati Uniti. Una delle sue figlie, Elizabeth, aveva sposato Alexander Hamilton, membro della assemblea costituente di Filadelfia, co-autore dei Federalist Papers, primo segretario al Tesoro della giovane repubblica, ucciso in duello da Aaron Burr nel 1804.

Fin qui per Schuyler, se non per Hamilton, tutto bene. Finché proprio Hamilton è stato la sua rovina.

Hamilton nel senso del musical Hamilton – una inusuale biografia del padre fondatore in stile rap e hip hop, con un cast di performer non bianchi, scritta e interpretata da Lin-Manuel Miranda, che dal 2015 in poi è stata la sensazione della scena Off-Broadway e poi di Broadway. Un pezzo teatrale di straordinario successo, in cui Philip Schuyler, in quanto suocero del protagonista, ha una parte. Una parte muta, non dice o meglio non canta una parola, ma è citato più volte dagli altri personaggi, dalle figlie, e comunque è lì a incuriosire il pubblico. Che, sull’onda di una vera e propria Hamilton craze, si incuriosisce anche di lui. Il suo nome diventa più o meno popolare, i fans dello spettacolo che passano da Albany cominciano a visitare a frotte la sua casa museo, la Schuyler Mansion, e a farsi dei selfie davanti alla sua statua, ora diventata visibile e cercata per motivi, come dire, frivoli e divertiti.

Con risultati non sempre frivoli e non sempre divertenti per tutti, in verità. 

Perché, ahimé, osservato da troppo vicino con troppa curiosità si è scoperto che Philip Schuyler possedeva schiavi. La cosa era nota agli addetti ai lavori, la stessa Schuyler Mansion nel suo sito ufficiale parla della presenza in loco, a fine Settecento, di una cinquantina di lavoratori, servi e artigiani ridotti in schiavitù. Ma ora naturalmente era diventata abbagliante e per molti scandalosa e insultante. Così, nel corso della fatidica estate del 2020, quando certi monumenti sono stati oggetto delle proteste degli attivisti afroamericani e radicali in genere, anche la statua di Albany ne ha risentito. E’ stato nel giugno di quell’anno che la sindaca della città, la democratica Kathy Sheehan, ne ha autorizzato la rimozione con un ordine esecutivo. Un ordine che è stato eseguito, in ritardo per mancanza di soldi e per la pandemia, nel giugno 2023. 

Il monumento sembra essere destinato a sopravvivere in un ambiente museale con tutte le spiegazioni storiche del caso. «Non si tratta di cancel culture e nessuno vuole cancellare lui», ha detto la sindaca. «Si tratta piuttosto di trovare un posto dove sia possibile contestualizzare l’intera storia. Non si può contestualizzare la storia di nessuno al centro di una rotatoria stradale». Ma qualunque sia il destino finale della statua in bronzo, resta l’origine bizzarra dei suoi guai. Così la sintetizza la leader di una locale organizazione per i diritti civili: «Alcune persone si sono arrabbiate dopo essere venute a sapere chi era davvero Schuyler, e sono state in grado di farlo solo perché la gente ha cominciato a parlare di lui a causa di “Hamilton”».

Hamilton lo show di Broadway, tutta colpa sua.

Le sorelle Schuyler secondo il musical Hamilton, di Lin-Manuel Miranda, 2015

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