Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

Politica e storia degli Stati Uniti

La fantasia del vendicatore nero, 1771

Schermata 2013-02-13 a 21.33.18La fantasia del grande vendicatore nero degli schiavi d’America ha una storia lunga. Un esempio straordinario viene dalla Parigi illuminista e pre-rivoluzionaria della seconda metà del Settecento, dove lo scrittore Louis-Sébastien Mercier pubblica, nel 1771, un romanzo utopico ambientato nel lontano futuro dell’anno 2440, in un mondo completamente cambiato, in cui sono successe un sacco di cose. Una delle cose che sono successe è la ribellione e la conseguente auto-liberazione degli africani deportati nel Nuovo mondo, in tutte le colonie imperiali europee. A capo della ribellione c’è stato un nero possente a cui è dedicato un magnifico monumento – “il vendicatore del nuovo mondo”, un “angelo sterminatore” che si è abbattuto con furia biblica sulla “atroce tirannia”. La sua “virtuosa vendetta” sui tiranni è descritta da Mercier come un immenso e liberatorio bagno di sangue, con un gusto splatter da fare invidia ai suoi più tardi epigoni.

Il libro di Mercier, che mi è stato suggerito dalla lettura di un post che ho trovato qui, ha anche una interessante storia nordamericana. Si intitola L’An 2440: Rêve s’il en fût jamais, e già l’anno successivo, nel 1772, è tradotto in Inghilterra come Memoirs of the Year Two Thousand Five Hundred (l’anno è semplificato in 2500 – tanto, che differenza fa). Negli anni 1790s la versione inglese è stampata anche negli Stati Uniti. In ogni caso, una copia dell’edizione francese è nella biblioteca di Thomas Jefferson, che ne parla in una lettera del 1817: “Mercier ci ha dato una visione del 2440; ma la profezia è una cosa, la storia un’altra”. Il riferimento di Jefferson è casuale, non riguarda la schiavitù; ma certo il linguaggio dell’illuminista francese è in consonanza con il suo, e il bagno di sangue da lui evocato ritorna in timori e terrori che Jefferson (lo schiavista Jefferson) esprime in privato. Fra l’altro, nel frattempo, un vendicatore nero autentico, non di fantasia, si è incarnato nell’isola caraibica di Hispaniola, nella colonia francese di Saint-Domingue: Toussaint l’Ouverture. Mercier, in effetti, ha visto un futuro non così lontano – in casa sua.

Ecco dunque la pagina di Mercier, tratta dall’edizione inglese del 1772. Sia questa che l’originale francese si trovano facilmente online. Esiste anche una traduzione italiana del 1798, L’anno due mila quattrocento quaranta: sogno di cui non vi fu l’eguale, in Genova, Anno II della Repubblica Ligure. Ma online non l’ho trovata.

In going from this place, I observed toward the right, on a magnificent pedestal, the figure of a negro; his head was bare, his arm extended, his eye fierce, his attitude noble and commanding; round him were spread the broken relicks of twenty scepters; and at his feet I read these words: To the avenger of the new world.

I cried out with surprise and joy.—“Yes,” they said, with equal rapture; “nature has at last produced this wonderful man, this immortal man, who was to deliver a world from the most outrageous, the most inveterate and atrocious tyranny. His sagacity, his valour, his patience, his fortitude, and virtuous vengeance [vertueuse vengeance], have been rewarded; he has broke asunder the chains of all his countrymen. So vast a number of slaves, oppressed by the most odious servitude, seemed but to wait his signal to become so many heroes. Not the torrent that breaks the dykes, nor the bursting thunder, have a more sudden, or more violent effect. At the same instant, they poured forth the blood of all their tyrants; French, Spanish, English, Dutch, and Portuguese, all became a prey to the sword, to fire, and poison. The soil of America drank with avidity that blood for which it had so long thirsted; and the bones of their ancestors, cowardly butchered, seemed to rise up and leap for joy.

“The natives have reassumed their unalienable rights [droits imprescriptibles], as they were those of nature. This heroic avenger has given liberty to a world, of which he is the titular deity; and the other world has decreed him crowns and homages. He came like the storm which extends itself over some criminal city that the thunder is ready to destroy; he was the exterminating angel, to whom God resigned his sword of justice; he has shown, by this example, that, sooner or later, cruelty will be punished; and that Providence keeps in reserve such mighty souls, to send them upon the earth, that they may restore that equilibrium which the iniquity of ferocious ambition had destroyed.

Categories: schiavitù

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